Posizione: Valdaveto.net > Articoli e ricerche di carattere storico > La fine del Crovo a Rezzoaglio nell'anno 1543 Ubicación: Valdaveto.net> y de investigación histórica> El fin de Crovo en Rezzoaglio en 1543
Dice l'insigne storico Giuseppe Pessagno nel suo "Bande di Val di Sturla" che il famoso bandito di Borgonuovo, Vincenzo Zenoglio detto il Crovo , dopo aver atterrito per anni l'entroterra chiavarese (in seguito all'attacco perpetuato, nella zona di Pietracalice in Centrocroci, ai danni della retroguardia del Duca di Firenze che si recava a Genova con la corte) venne assassinato a Rezzoaglio dai sicari di Gian Luigi Fieschi Signore di Santo Stefano d'Aveto. Dice el eminente historiador Joseph Pessagno en su "Bands Val di Sturla" que el famoso bandido de Borgonuovo, Vincenzo Zenoglio dice Crovo, después de aterrorizados durante años el interior chiavarese (tras el atentado perpetuado en el ámbito de Pietracalice en Centrocroci, contra la retaguardia del Duque de Florencia fue a Génova con la corte) fue asesinado por asesinos en Rezzoaglio de Gian Luigi Fieschi Señor de Santo Stefano d'Aveto.
L'uccisione del Crovo avvenne (secondo G. Fontana nel suo libro "Rezzoaglio e Val d'Aveto. Cenni storici ed episodi") presso la cosiddetta casa del Posà (antica dogana di Rezzoaglio) detta anche la casa dei Galli in virtù del fatto che i Signori che l'abitavano esigevano lo Jus Primae noctis dalle contadine, spose novelle, a loro sottoposte. El asesinato se produjo Crovo (segundo G. Fontana en su libro "Rezzoaglio y Val d'Aveto. Históricos y episodios") en la llamada casa de Posà (antiguas costumbres de Rezzoaglio) también conocido como la casa de Galli, porque Señores que viven exigió que el Jus primae noctis de los campesinos, las esposas novelas, en su objeto.
Il Crovo , che altre volte aveva goduto della protezione dei Fieschi (altrimenti non si spiegherebbe il suo andarsene indisturbato fra Chiavari, Sturla, Aveto e Taro a compiere misfatti; occorre non dimenticare la sua connivenza con i Ravaschieri, altro ramo della casata Fiesca), venne così sacrificato in nome della ragion di Stato . El Crovo, que a veces han gozado de protección Fieschi (de otro modo no explicar su licencia inalteradas entre Chiavari, Sturla, Aveto y Taro para hacer fechorías, no debemos olvidar su connivencia con Ravaschieri, otra rama de la familia Fiesca) Así pues, se sacrificaron en nombre de razones de Estado.
Nell'anno 1543 il giovinetto Gian Luigi Fieschi non poteva permettersi di mettersi contro la Repubblica di Genova, che reclamava la riparazione del torto subito, onde non compromettere la sua alleanza con Firenze ovvero, cosa più importante, con i banchieri fiorentini. En 1543 el joven Gian Luigi Fieschi no podía darse el lujo de hacer contra la República de Génova, que se cobró la correcta reparación de inmediato, a fin de no poner en peligro su alianza con Florencia o, más importante aún, con los banqueros florentinos.
Nella notte tra il 15 e il 16 di agosto partì da Santo Stefano d'Aveto una spedizione punitiva composta da 16 banditi dalla Repubblica Genovese che, in cambio della rimessa dal bando, si impegnò a scannare il Crovo e la sua banda che se stavan a gozzovigliare a Rezzoaglio. Durante la noche entre el 15 y el 16 de Agosto partió de Santo Stefano d'Aveto expedición punitiva integrada por 16 bandidos de la República Genovese que, a cambio de reiniciar el anuncio, se comprometió a scannare la Crovo y su banda que, si un stavan gozzovigliare en Rezzoaglio.
Il combattimento fu cruento ma, alla fine, i sicari ebbero ragione degli sventurati banditi: il 'Crovo', il 'Bozono', il 'Calcagno', il "'Massacano', lo 'Stanga' ed il 'Tonso' di Brignora. La lucha fue sangrienta pero al final, los asesinos tenía motivos para lamentar la bandoleros: «Crovo ',' Bozono ',' Calcagno ',"' Massacano ", el" Stanga "y" Tonso "de Brignora.
Presso la casa del Posà vi è un luogo ancor oggi detto la guerra forse per ricordare tale triste evento. En la casa de Posà hay un lugar que, aún hoy, la guerra tal vez para recordar este triste acontecimiento.
Pressappoco in quell'epoca, ovvero sul finire del 1541 (come cita Giuseppe Pessagno in "Bande di Val di Sturla"), un certo Capitano Sebastiano Lercaro distrusse parecchie Caminate , case fortificate assai simili a quella dei Galli di Rezzoaglio (come asserisce G. Fontana): una a Borgonuovo, una a Borzonasca, una a Levaggi in Val di Sturla ed infine un'ultima a Rezzoaglio in Val d'Aveto appartenente ad Alessandro, bandito e ribelle. Pressappoco en ese momento, o al final de 1541 (como Joseph Pessagno cita en "Bandas Val di Sturla"), un cierto capitán Sebastiano Lercaro Caminate destruyeron varias casas y fortificada muy similar a la de Galli de Rezzoaglio (como presunto G. Fontana): uno en Borgonuovo, uno en Borzonasca, uno en Levaggi en Val di Sturla y, por último, uno de cada Rezzoaglio en Val d'Aveto pertenecientes a Alessandro, rebeldes y bandidos.
Nell'anno 1547 (come citan Mario e Luciano Traxino ne "La congiura del Conte Gian Luigi Fiesco") ritroviamo Sebastiano Lercaro, Capitano della Repubblica Genovese, a Genova nella cerchia dei fedelissimi di Giannettino Doria e quindi protagonista nella presa del Castello di Montoggio alla testa dei suoi soldati: è giocoforza pensare che il suo odio verso i Fieschi venisse da lontano, da quel suo combattere le fazioni nemiche che, bandite, si rifugiavano fra le montagne poste tra l'Aveto, il Trebbia ed il Taro. En 1547 (como citan y Mario Luciano Traxino en "La conspiración del Conde Gian Luigi Fiesco"), Sebastiano encontrar Lercaro, el Capitán de la República Genovese, en Génova en el círculo de fieles de Giannettino Doria y, a continuación, protagonismo en el Castillo de Montoggio cabeza de sus soldados, ya que debe pensar que su odio hacia Fieschi fueron de lejos, de su lucha contra el enemigo que se prohibían las facciones, refugio en las montañas situadas entre el Aveto, Trebbia y Taro.
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