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Cuore in trincea

Poesie di Santo Irmino

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Graffinrete 'editoria on-line'  link esterno , sezione editoriale dell'Associazione Alinet, già dall'anno 2001 porta avanti una ambiziosa iniziativa: la creazione di un'antologia di poesia italiana contemporanea inedita.
Alla composizione di tale antologia sono invitati a partecipare, in maniera libera e gratuita, tutti gli autori interessati.
Da tale antologia estrapoliamo e pubblichiamo alcuni componimenti del poeta Santo Irmino.

 

 

Il profumo del domani

Seduta davanti al mare,
il profumo ti accarezza i sensi,
per un istante rilassi la mente.

Il Vento mette le ali al pensiero,
diventi un gabbiano e voli via,
lontano....

Alla ricerca della tua essenza,
della luce gemella che scopra il tuo io,
le fantasie, i silenzi, le paure, le gioie.

Non proteggere il tuo presente,
tenendo prigioniero il cuore tra le mani,
lascia che ami il domani!

 

 

Cuore in trincea

Con tocco di farfalla,
accarezzi il mio petto,
baci le mie labbra, ami il mio corpo.

Pausa la mente,
dall'incantevole ricordo.
Sempre più roboante
il tuonare della pazzia dell'uomo.

Respira piano il cuore
Costretto, dalla paura, a non far rumore.
Si scioglie in pianto il dolore,
per gli uomini spersi nella morte.

Sogno....un sorriso fiorire
tra le tue rose,
un volto illuminarsi al mio ritorno.

 

 

Prigioniera

Il dono di una carezza
e di una succosa fragola bastano.
Il sorriso della bambina
segue l'ombra dell'uomo senza volto.

Nel silenzio del bosco
due piccoli occhi impauriti,
confusi, urlano la loro impotenza.
Un velo di dolore
nel cuore, nel pensiero,
nel domani.

Nel buio della notte,
tra i misteri della tua mente di donna,
l'immagine sfiora
i sensi del tuo piacere...

Piangi tra le lenzuola,
prigioniera del passato, del domani.

 

 

E' solo

Il suo sorriso impacciato,
le parole timide, i movimenti goffi,
scuotono un imbarazzante silenzio.

Piange davanti a lei,
si scusa, si sente solo,
si sente vuoto.

Vuole calore, una compagna,
fare l'amore con lei,
non comprarlo, ora lo sa....

Le mani spingono con forza,
le ruote della sua sedia...
ormai è solo un puntino
nel lungo viale.

 

 

Annabella

Un volto stanco, sfiorito dal tempo,
dal sole, dal freddo, dalla pioggia,
come il suo trucco sfatto.

È seduta sulla panchina,
il vento le accarezza i capelli,
il sole di primavera la scalda.

Annabella...
un tempo la regina del porto.
Bramata dai giovani marinai
svezzati dalla sua maestria,
divenuti uomini con lei, per poche lire.

Con un sorriso non più bianco,
lascia che il barbone le si sieda accanto,
che prenda la sua mano.
In cambio lui ascolterà il suo romanzo.

 



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Pagina pubblicata il 27 marzo 2006, letta 4180 volte

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