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Funghi

In questa sezione si tratterà di funghi, in specie dei rinomati funghi della Val d'Aveto, bottino ambito dai cercatori delle province di Piacenza, Pavia e Genova

Porcini (fotografia di Stefano Franzoso)

- per citare i più assidui - anche se i nostri boschi sono ultimamente frequentati anche da fungaioli provenienti dalla province di Parma, La Spezia, Cremona, Alessandria, Novara e persino Treviso.
La ragione è semplice: i nostri boschi di faggi danno al porcino un profumo che, se si ha l'accortezza di farlo seccare e chiuderlo in sacchetti ermetici, persiste anche dopo qualche anno. In questo modo si potrà ottenere una deliziosa scorta per creare saporiti sughi ottimi con polenta, tagliatelle e lasagne.

Altro punto a favore dei boschi della Val d’Aveto, a quanto dicono i cercatori di funghi intervistati, è la pulizia che - pur con qualche pecca - regna nei nostri boschi e nei nostri prati.
Qui i pochi contadini ancora in attività falciano il fieno e se possono sfoltiscono i pascoli dagli arbusti. Al resto pensano i tagliatori di legna i quali, con l'ausilio di strade interpoderali alcune riattate anche grazie ai fondi messi a disposizione dal Consorzio dei funghi di Rezzoaglio, sfoltiscono i boschi che in maggior parte sono cedui, ossia adatti al taglio. Quindi i funghi possono riprodursi con discreto successo ed i fungaioli possono addentrarsi in boschi praticabili, non invasi da erbacce e rovi.


I fungaioli che amano i boschi della Val d’Aveto questo lo sanno. Tant'è vero che senza farsi pregare pagano il tesserino per la raccolta dei funghi sul comprensorio dei vari consorzi o enti che gestiscono il territorio della Val d'Aveto. Ben sapendo che "il balzello" serve a dar loro modo di recarsi a funghi in boschi puliti e ricchi del prelibato porcino, il re del bosco.

Cogliamo l'occasione per ricordare alcuni princìpi di base che il buon senso e la legge impongono di rispettare a chi si reca nei boschi in cerca di funghi.

  • Non raccogliere i funghi in sacchetti o contenitori di plastica (divieto imposto dall'articolo 8 della legge regionale 17/2014): oltre a rovinare i funghi

    Porcini (fotografia di Alberto Repetti)

    in essi contenuti, non lasciano cadere le spore e, se abbandonati, possono recare danno al bosco e agli animali perchè - come tutti sanno - la plastica non si decompone.
  • Nel cercar funghi non utilizzare rampini, rastrelli o altri attrezzi similari (divieto imposto articolo 8 della legge regionale 17/2014): il danno che recheresti al bosco è incalcolabile.
  • Nel bosco non bisogna accendere fuochi nè fumare: se proprio non puoi fare a meno di fumare, accertati di spegnere bene il mozzicone e non disperderlo nell'ambiente.
  • Il bosco, come ogni ambiente naturale, non deve essere sporcato: quindi occorre portare con sè ogni eventuale rifiuto (lattine, sacchetti di ogni materiale, bottiglie di ogni materiale, mozziconi spenti, etc etc...) e, una volta tornati in paese o in città, gettarlo negli appositi contenitori della spazzatura.
  • Il bosco, come ogni ambiente naturale, non deve essere danneggiato: non rompere quindi i funghi velenosi oppure i funghi che non conosci (divieto imposto dall'articolo 8 della legge regionale 17/2014) perchè altereresti il delicato equilibrio del bosco.
  • Ogni fungaiolo è pregato di munirsi dell'eventuale tesserino-permesso onde evitare le sanzioni previste dall'articolo 22 della legge regionale 17/2014.
  • E' vietato raccogliere l’amanita caesarea (volgarmente conosciuta come 'ovolo buono') allo stato di ovolo come prescritto dall'articolo 8 della legge regionale 17/2014.

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