L'antico acquedotto

di Sandro Sbarbaro

L'acqua è un bene prezioso e ce n'accorgiamo solo quando viene a mancare.
Per approvvigionare Genova fu impiantato un grande acquedotto che, traversando la collina in sponda destra al Bisagno e snodandosi nei pressi dei quartieri di Struppa, Molassana e Staglieno, adduceva le acque dalla Presa sino in città.
Realizzato in più riprese fra il seicento e il settecento (con opere di completamento intraprese intorno alla metà dell'ottocento), oggi l'acquedotto sembra un enorme bruco di pietra e mattoni che, addossatosi al fianco della montagna, tenti di passare inosservato cercando pace ed oblio.
In effetti, nonostante la sua mole, pochi sembrano accorgersene.

Di tanto in tanto certi camminatori ne infastidiscono il sonno percorrendone la parte sommitale; alcuni lo considerano un punto di riferimento visivo, altri una semplice struttura paesaggistico-architettonica.
C'è qualcuno che osi domandarsi il perché?
Certo... è più semplice considerare che le cose esistano e non abbiano memoria.
Sono nate così.
Per una strana magia, lungo le croese che s'immettono nel Bisagno, un dì sorse una specie di serpentone sospeso su arcate.
L'avranno progettato i romani?
E poi... che ne fu nel medioevo?
Andò in rovina?
E perché?
E se l'opera imponente che ancor oggi ammiriamo nel 1729 fu oggetto del rilievo dell'ing. Matteo Vinzoni " D'ordine dell'Illustrissimo signor Giò Francesco Brignole Sale, commissionato dall'Illustrissimo Magistrato dei padri del Comune" ci sarà pur stata una ragione!
E l'approvvigionamento idrico non è una ragione di per sé sufficiente?

Quelle pietre che, a volte incastrate nel lussureggiare delle verdi colline, altre quasi scontrandosi in volo coi viadotti dell'autostrada, si ergono con archi sublimi per decine di metri sopra le nostre teste... non meritano forse un poco della nostra svagata attenzione?
Non meritano forse d'essere tutelate?
Non potrebbe essere interessante creare un circuito che, con opportune tabelle, spiegasse al turista che la meraviglia che ha di fronte è costata molti sacrifici?



Pagina pubblicata il 10 agosto 2004, letta 3856 volte dal 23 gennaio 2006
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