Repetti

di Francesco Repetti

I Repetto, ché questo era il vero cognome, trasformatosi poi al plurale Repetti dopo l'emigrazione in Toscana 1, erano alla metà del '700 una famiglia di marinai chiavaresi. Marinaio era Lorenzo, nato presumibilmente agli inizi di quel secolo, figlio di Bernardo, marinai erano i figli maschi sopravvissuti all'infanzia, Jacopo, il maggiore nato attorno al 1730, ed il più piccolo al quale Lorenzo aveva imposto il nome del nonno, Bernardo appunto, nato nel 1746 2.

Chiavari all'epoca era un piccolo borgo fortificato che sorgeva sulla piana alluvionale dell'Entella, affacciata sul golfo del Tigullio. L'economia era in gran parte incentrata sul commercio marittimo. Naturale quindi che i Repetto fossero marinai. L'imbarco su navi che probabilmente percorrevano lunghi viaggi costringevano Lorenzo a prolungate assenze da Chiavari. Anche i ragazzi si assentavano per lunghi mesi da casa. Negli stati delle anime di quegli anni, spesso accanto al nome di costoro il parroco era infatti costretto ad annotare la locuzione fuori da molti mesi 3.

Oltre a Jacopo e Bernardo, la moglie di Lorenzo, Angela Del Pino, figlia di Lazzaro 4, aveva partorito altri figli: Caterina, nata attorno al 1734, Bartolomeo del 1739 5, Angela del 1743 6 e Maddalena del 1749 7. Tale elenco può non essere completo: gli intervalli cronologici tra le nascite inducono a pensare che in quel periodo la coppia possa aver avuto anche altri figli.

Non sappiamo se i Repetto erano nativi di Chiavari, anche se nulla fa pensare il contrario. La loro prima sicura traccia nella parrocchia di San Giacomo di Rupinaro è l'atto di battesimo di Bartolomeo risalente al 1 dicembre 1739.

Quando non vi era dunque qualche assenza dovuta ai viaggi in mare degli uomini, la famiglia che viveva in una strada del quartiere di San Giacomo di Rupinaro che dall'osteria di Biagio conduceva alla marina era formata, fino al 1763 8, da Lorenzo e da Angela e dai figli Jacopo, Caterina, Bernardo e Maddalena, dal che se ne deduce che, se vi furono altri figli, questi erano morti prima di diventare adulti 9.

Nel 1764 il primogenito Jacopo non è più compreso negli stati delle anime che il parroco di San Giacomo doveva compilare tutti gli anni. Forse in quest'anno abbandonò definitivamente la casa paterna in seguito al matrimonio con una certa Anna della quale però rimase precocemente vedovo.

In età matura, trovatosi solo decise di prendere nuovamente moglie. La rete di conoscenze familiari aiutò Jacopo a trovarla in una cugina di circa quindici anni più giovane, l'incontro con la quale magari, chissà, fu approfondito in occasione di una festa di famiglia, di un matrimonio oppure di un battesimo.

Caterina Raffo, che era figlia di Nicola 10 e di Dorotea, era nata a Chiavari il 25 luglio 1750 11. Era dunque una donna di quasi trentatré anni quando, solo dopo l'ottenimento, il 28 aprile, di un'apposita licenza dell'Arcivescovo di Genova 12, sposò il 30 aprile 1783 nella chiesa di San Giacomo Rupinaro il cugino cinquantatreenne Jacopo 13.

Dopo nove mesi, il 18 gennaio 1784 14, nacque un bambino, che fu chiamato col nome del nonno materno, Nicola. Il piccolo non sopravvisse che per soli undici giorni. Ma la nascita di altri figli in seguito allietò la famiglia, essendo il matrimonio, seppur tardivo, abbastanza prolifico. L'anno successivo, il 17 aprile, nacque una femmina alla quale fu imposto questa volta il nome della nonna materna Angela 15. Seguirono poi il 10 febbraio 1787 Lorenzo Giuseppe 16, il 30 marzo 1790
Nicoletta 17, il 29 aprile 1792 Nicola 18 ed infine, il 2 ottobre 1794, Angelo 19.

Verso la metà degli anni '90 Jacopo decise di andare via da Chiavari e di trasferirsi in Toscana, a Livorno. Perché questa decisione? Possiamo formulare delle ipotesi.

Forse la mancanza di lavoro, causa di una cattiva situazione economica, può essere stata il motivo principale. Ma c'è un frangente storico che dà forza alla tesi di una brusca fuga: agli inizi del mese di settembre del 1797, istigati dal clero reazionario, contadini ed abitanti delle vallate interne del levante, al grido di Viva maria, diedero luogo a tutta una serie di violenze nei confronti delle città della riviera, soprattutto Chiavari, e dei loro abitanti, molti dei quali, al fine di evitare la morte, fuggirono a bordo di imbarcazioni. Ma fuggire dove? Perché Jacopo si reca a Livorno? Non abbiamo certezze, ma possiamo fare delle ipotesi. Anzitutto, Chiavari è una città di mare dove era presente, pur di piccolo cabotaggio, un commercio marittimo. È storicamente accertato, che una migrazione dalla riviera di levante era, almeno in parte, collegata ai circuiti di scambio commerciale ed era, dunque, diretta anche verso un centro importante come Livorno 20. In effetti una comunità di liguri era ben radicata su Livorno e delle persone con cognome Repetti e Raffo, originarie di Chiavari, risultavano domiciliate da diversi anni nella città portuale toscana. Spesso in ambiente popolare le relazioni familiari servirono da canovaccio alle migrazioni per ragioni di lavoro 21. Allora, perché in caso di bisogno, non raggiungere una città dove risiedono dei parenti, o comunque dei conterranei e dove si può cercare di continuare a svolgere il proprio mestiere di marinaio?

In quei giorni molti fuggiaschi giunsero effettivamente a Livorno: la sera del 7 settembre, come narra sul suo diario il cronista livornese Bernardo Prato, arrivarono "diverse barchette dalla Riviera di Genova con molte persone fuggite, che anno dichiarato che tutto in combustione, non volendo molti tanto in Genova, che nella Riviera accettare la nuova Costituzione ed in molti luoghi anno svelto l'Albero della Libertà, ed in suo luogo anno posto l'Immagine del Nostro Redentore Crocifisso, e così formatisi due partiti si battono l'un contro l'altro" . All'alba del giorno successivo arrivarono altre "due filunghe genovesi provenienti da Genova" conducendo ancora "diverse persone di colà fuggite" 22.

In effetti, può essere benissimo andata così.
La stagnazione economica, causata dalle turbolenze politiche, colpisce anche la Repubblica Ligure con il conseguente calo dei traffici commerciali; Jacopo perde la possibilità di garantire il sostentamento alla propria famiglia; nell'estate le prime avvisaglie della rivolta inducono ad una maggiore prudenza; ai primi di settembre, per sfuggire alle orde inferocite dei contadini delle vallate, Jacopo con la moglie e con i figli s'imbarca su una piccola nave da Chiavari e, dopo un breve ma movimentato viaggio giunge a Livorno.
Livorno è una città aperta e tollerante, cosmopolita, è un po' come una terra promessa, o meglio un mondo nuovo, dove tentare di ricominciare una nuova vita.

 


 

Note

[1] Repetto, Rapetto, Rapetta, poi Repetti, Rapetti sono tipici cognomi liguri. Risultano dalla "cognomizzazione di soprannomi di varia motivazione o di nomi di mestiere connessi con rapa, [...], che designano la pianta e la radice commestibile della "rapa" comune e altre piante simili, o luoghi e attività con queste connessi" , E. DE FELICE, Dizionario dei cognomi italiani, Milano, 1982, pag. 207

[2] Archivio della Parrocchia di San Giacomo di Rupinaro di Chiavari, Registro dei Battesimi anni 1740-1755, v. 74. Bernardo era nato il 6 febbraio

[3] Ivi, Stati delle Anime anni 1759-1766, n. 56

[4] Lazzaro era già deceduto alla data di nascita del nipote Bartolomeo Repetto (1 dicembre 1739)

[5] Archivio della Parrocchia di San Giacomo di Rupinaro di Chiavari, Registro dei Battesimi anni1722-1741, v. 73, pag. 368

[6] Ivi, Registro dei Battesimi anni 1740-1755, v. 74, pag. 14. Angela era nata il 7 febbraio

[7] Ivi, Registro dei Battesimi anni 1740-1755, v. 74, pag. 89. Maddalena era nata il 6 aprile

[8] Ivi, Stato delle Anime anno 1745, n. 74, pag. 370, n. 236; ivi, Stati delle Anime anni 1759-1766, n. 56

[9] Questa fu sicuramente la sorte di Bartolomeo che morì il 18 ottobre 1741 (ivi, Registro dei Morti, v. 74, pag. 291). Caterina morì trentaquattrenne, probabilmente nubile, il 16 agosto 1768 (ivi, Registro dei Morti anni 1766-1778, v. 77 bis); Bernardo si sposò nel 1771 (ivi, Registro Matrimoni anni 1766-1776, p. 7) con una ragazza di nome Clara Devoto ed ebbe dei figli; di Maddalena, che era nata il 6 aprile 1749 (ivi, Registro dei Battesimi anni 1740-1755, v. 74, pag. 89) non conosciamo la sorte; Angela era nata il 7 febbraio 1743 (ivi, Registro dei Battesimi anni 1740-1755, v. 74, pag. 14). Del padre Lorenzo non conosciamo la data della morte: egli, alla data del matrimonio del figlio Jacopo, il 30 aprile 1783, era già deceduto

[10] Nicola era figlio di Onofrio

[11] Archivio della Parrocchia di San Giacomo Rupinaro di Chiavari, Registro dei Battesimi 1740-1755, v. 74, pag. 104

[12] Ivi, Licenze Matrimoniali anni 1766-1787, v. 100

[13] Ivi, Registro dei Matrimoni anni 1782-1812, v. 102

[14] Ivi, Registro dei Battesimi 1782-1806, v. 79. Nicola morì il 29 gennaio (ivi, Registro dei Morti anni 1782-1809, n. 135, pag. 3)

[15] Ivi

[16] Ivi

[17] Ivi

[18] Ivi

[19] Ivi

[20] O. RAGGIO, Faide e parentele. Lo stato genovese visto dalla Fontanabuona, Torino, 1990, pag. 95

[21] AA.VV., La vita privata. L'Ottocento, Roma-Bari, 1988, pag. 140

[22] B. PRATO, Giornale della Città e del Porto di Livorno dell'anno MDCCXCVII, tomo XXXII, pagg. 178 e 179 (manoscritto conservato presso la Biblioteca Labronica di Livorno)

 


 

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Pagina pubblicata il 27 settembre 2007, letta 3614 volte
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