Piccola storia dell'emigrazione a Priosa d'Aveto (capitolo 8)

Il ponte a Villa Sbarbari e gli Americani

di Sandro Sbarbaro

Gli altri tre fratelli di Giovanni e Simone Repetto fu Agostino detto "Dindiu" rimarranno a Codorso.
Antonio detto "Tugnettin", nato a Codorso nel 1840 sposerà Sbarbaro Giulia, d'Agostino e fu Ferretti Maria, nata a Villa Sbarbari il 9 Gennaio 1848, della famiglia degli "Stecche".
Luigi nato a Codorso nel 1845, sposerà Sbarbaro Rosa d'Agostino nata il 26 novembre 1854.
Gio Batta, nato a Codorso nel 1853, sposerà Sbarbaro Maria Catterina, fu Agostino e fu Giulia Ferretti, detta "Cattun", della famiglia dei "Camè", nata a Sbarbari il 15-03-1863.
I figli di Gio Batta e Catterina saranno Repetti Agostino detto "Bacciulin", Giovanni Battista detto "Giuanin" o "Giuanin da Cattun", Repetti Rosa detta "Rusinin", Repetti Metilde detta "Cutirde".

La nipote di Ceciglia Repetto d'Agostino, ossia la figlia di suo fratello Repetti Antonio detto "Tidella", era altra Cecilia Repetti detta "Sesilla".
Cecilia Repetti d'Antonio e il marito Antonio Sbarbaro, d'Agostino detto "Murinà", sono registrati, nello Stato delle Anime della parrocchia di Priosa d'Aveto del dicembre del 1894, a Sbarbari in casa del padre Agostino.
Ebbero due figli, nati in America, ossia Augusto, detto Gasti (Gusty), e la figlia soprannominata Meimi (Mamy).
Tornarono in Italia col figlio Augusto debole di salute. Morirono a Sbarbari.

Il quinto figlio di Sbarbaro Agostino fu Giovanni, detto "u Murinà", ossia Gio Batta Sbarbaro, nato a Villa Sbarbari nel 1863 circa, emigrò in America ed ebbe tre figli, ossia Oreste, detto "u Reste", Giovanni e Giulia.
Nello Stato delle Anime della parrocchia di Priosa d'Aveto del luglio del 1889 Giovanni Battista è registrato col padre Agostino Sbarbaro, la madre Maria Sbarbaro, ed i fratelli Agostino, Giovanni, Antonio e Catterina.
Nello Stato delle Anime del 1894, Giovanni Battista è registrato con il padre Agostino Sbarbaro, fu Giovanni, detto "Murinà".
Compaiono altresì i fratelli Antonio con la moglie Cecilia Repetti, e Giovanni con la moglie Maria Agostina Repetti ed i figli Agostino e Antonio.
La mamma Maria è già defunta.
Con Gio Battista figurano sua moglie Repetti Maria ed i figli Agostino Oreste e Giovanni Angelo.
Si dice che la moglie di Gio Battista fosse la sorella di Maria Cattarina Repetti di Domenico di Calzagatta, della famiglia "Tidone", sposa di Cella Domenico detto "Meneghin" del Gropparolo.
Indi, riteniamo possa essere Maria Repetti di Domenico, nata a Calzagatta il 21 Gennaio 1873.
Ricordiamo che il fratello di Domenico, padre di Maria, ossia Antonio Repetto di Calzagatta aveva la residenza in America e morì là, i suoi figli Luigi, Gio Batta, Antonio Bartolomeo e Maria Rosa erano nati a Nuova Orleans, o New Orleans.
Il figlio di Gio Battista Sbarbaro, ovvero Oreste Sbarbaro, si dice che sposò una paesana di Gropparolo. Avrà un figlio, Gianni.
La sorella di Giovanni Battista, ossia Catterina Sbarbaro, nello Stato delle Anime del 1894 non figura più.
Probabilmente è già sposata a Cavagnaro Giovanni del paese di Scorticata.
Detto villaggio è posto in Val Trebbia nei pressi di Barbargelata.

Il primogenito di Sbarbaro Agostino fu Giovanni, detto "Murinà", ossia Agostino, detto "Trifulin" o "Austin", nato a Villa Sbarbari nel 1854, rimase al paese.
Si sposò in prime nozze con Repetti Catterina fu Bartolomeo del fu Gio Batta di Mandriole, parrocchia di Priosa d'Aveto, e in seconde nozze con certa Teresa, detta Teixinin, di Priagna presso Favale di Malvaro.
Agostino detto "Trifulin", o anche "Ziòlin" ossia "Cipollino", nello Stato delle Anime della parrocchia di Priosa del 1889 risulta ancora scapolo ed è in casa del padre a Sbarbari.
Nello Stato delle Anime del 10 dicembre 1894 lo troviamo residente a Mandriole in casa della moglie.
Sono registrati: Sbarbaro Agostino d'Agostino, Repetti Catterina sua moglie, ed i figli Maria Catterina, Rosa, Gio Battista, Ginevra, più Repetti Maria vedova di fu Bartolomeo Repetti sua suocera.
Dei suoi figli:
Maria Catterina, detta "Marinin", sposò Sbarbaro Carlo d'Agostino, detto "Carlucciu" della famiglia dei "Cascinè" di villa Sbarbari.
Rosa, detta "Rosina", sposò Ferretti Antonio di Simone, detto "Tugnà", della famiglia dei "Caregà" di Brugnoni.
Gio Battista, detto "Baccin", sposò Cecilia Santina Biggio d'Antonio detto "Trabucco" di Priosa.
Ginevra, detta "Cattun", rimase "fantina", come si dice nei nostri monti, ossia single.

Pure Repetti Agostina, d'Andrea fu Stefano detto "Urpettin", ossia"Volpino", e di Boitano Rosa fu Antonio, nata a Codorso nel 1850 circa, nel 1880 è in America da 20 anni. Indi dal 1860 circa.

In America andò, nel 1867 circa, anche Sbarbaro Gio Maria, fu Stefano e Angela Sbarbaro (fu Giovanni e fu Giulia), della famiglia dei "Didè", o "Ferrè", nato a Villa Sbarbari nel 1837.
Il soprannome di famiglia era originato dal nonno Vincenzo Sbarbaro fu Antonio che faceva il fabbro ferraio.
Lo seguirono la moglie Repetti Giulia, il figlio Antonio e altro Antonio Sbarbaro fratello di Gio Maria.
Repetti Giulia, fu Andrea e di Ferretto Maria, era nata nel 1840 circa al Vaccarile, frazione di Priosa d'Aveto.
Sbarbaro Antonio era nato a Villa Sbarbari nel 1865 circa.
Sbarboro Antonio, fratello di Gio Maria, era nato a Villa Sbarbari nel 1839 circa.
Costui verso il 1875 aveva la residenza in America.
Al paese rimase la madre di Gio Maria, ossia Sbarbaro Angela, nata a Villa Sbarbari nel 1815, che poi si trasferì a Genova.
Da un atto di citazione della Giudicatura Mandamentale di Santo Stefano d'Aveto, del 13 Giugno 1862, Sbarbaro Gio Maria e Antonio fu Stefano sono insolventi, con lo zio Giammaria di lire nuove 325, quali eredi del nonno Vincenzo per due Atti d'Obbligo stipulati da quest'ultimo nel 1837, nei confronti dei fratelli Simone, Carlo e Agostino Sbarbaro fu Carlo e del fratello germano di questi altro Simone, della famiglia dei "Cascinè"

In America si trasferì anche Sbarbaro Bartolomeo fu Stefano della famiglia dell'Armarolo, nato a Villa Sbarbari nel 1808.
Bartolomeo emigrò con la moglie ed i figli.
Sua moglie, ossia Badaracco Susanna fu Giuseppe, della famiglia dei "Castighi", era nata a Salto nel 1812 circa.
Loro figli furono Sbarbaro Giuseppe nato a Villa Sbarbari nel 1839, e Sbarbaro Cicilia nata a Villa Sbarbari nel 1845.
Forse Bartolomeo è quel tal Sbarbaro Bartolomeo che quarantatreenne nel 1851 s'imbarcò a Genova, sul brigantino comandato dal Capitano Lazzaro Preve, diretto a New York con moglie e tre figli.
Catterina la più piccina era in fasce. (Cfr.: L'Emigrazione nelle Americhe dalla Provincia di Genova, Vol. II, Patron editore, p. 208).
Bartolomeo vendette i suoi beni a Sbarbari.

La sorella di Bartolomeo, ossia Sbarbaro Giulia, fu Stefano e Maria Biggio, nata a Villa Sbarbari nel 1815, era soprannominata "L'Armarolla", ossia l'Armaiola.
Tale nomea probabilmente derivava da un loro antenato che era stato Armaiolo nel castello di Torriglia, in Val Trebbia, nel Settecento.
Giulia, sposò Stefano Biggio, fu Domenico e Giulia Sbarbaro, nato a Pietrasanta nel 1808, della famiglia dei "Brandulin" di Cardenosa parrocchia di Priosa d'Aveto.
La nascita di Biggio Stefano a Pietrasanta rammenta che già ai primi del 1800 da Cardenosa, in Val d'Aveto, ci si spostava in Versilia e Maremma per migrazioni stagionali.
Tenderei ad escludere accadimenti riguardanti il periodo napoleonico, se non nel senso che, in quegli anni, la miseria obbligò i contadini residenti nell'Appennino Ligure e non solo a spostamenti di chilometri per trovare un impiego che permettesse loro di racimolare un poco di cibo e denaro.
Indi, le emigrazioni sono un fenomeno che è sempre esistito in tutte le epoche.
Già nel 1500 per rimanere in un ambito ristretto i contadini del nostro Appennino, per fame, si spostavano verso il contado di Genova, ossia Struppa, Marassi, San Martino, Albaro, per impiegarsi nelle ville o nei possedimenti dei Nobili o dei Signori.
Per non parlare delle emigrazioni nella Riviera di Levante.

I nipoti di Biggio Stefano fu Domenico, ossia i figli di suo nipote Biggio Vincenzo, fu Domenico di fu Domenico, nato nel 1837, risultano nati in America, e iscritti come da fede presentata dal padre nel Registro della Popolazione del Comune di Santo Stefano d'Aveto- Parrocchia di Priosa e sono:
Biggio Catterina Angela nata a New York il 22 dicembre 1870.
Biggio Maria Maddalena nata a New York il 17 agosto 1873.
Assunta Maria nata a New York il 1° settembre 1875
.
Biggio Vincenzo era maritato a Biggio Caterina, d'Agostino e fu Biggio Catterina, detta "a Guersa" ossia "l'Orba".
Nello Stato delle Anime per la Parrocchia di Priosa del luglio del 1889 la famiglia al completo è registrata a Cardenosa, comprese le altre figlie Giulia e Agostina.
Anche i figli dell'altro nipote ossia Biggio Domenico fu Domenico, detto "Meneghin", nato a Cardenosa nel 1840, iscritti nel registro delle nascite nell'anno 1877, sono nati in America, e sono:
Biggio Domenico Vincenzo nato a New York il 15 luglio 1869.
Biggio Maria Giulia nata a New York il 17 agosto 1873
.
L'altro figlio, Biggio Raffaele Giacomo, nascerà a Genova il 15 Agosto 1879.
Biggio Domenico, detto "Meneghin", era sposato con Biggio Maria Dominica, fu Domenico, nata a Priosa il 24 febbraio 1848, della famiglia dei "Castagnin".
Nello Stato delle Anime per la Parrocchia di Priosa del luglio del 1889 la famiglia al completo è registrata a Cardenosa, compreso l'ultimo figlio Stefano.
Ricordiamo che Biggio Gio Batta fu Domenico, nato a Priosa nel 1845, della famiglia dei "Castagnin", fratello di Maria Dominica moglie del "Meneghin", nel 1880 era in America da 11 anni, indi dal 1869.
È probabile che Gio Batta Biggio avesse chiamato in America la sorella ed i cognati.
Nello Stato delle Anime del dicembre 1894 i due fratelli, ossia Biggio Vincenzo fu Domenico e Biggio Domenico fu Domenico, nipoti di Biggio Stefano fu Domenico detto "Brandulin", non sono più presenti al paese di Cardenosa con le loro famiglie.
Probabilmente sono nuovamente emigrati in America.

Rimarrà al paese l'altro nipote, ossia Biggio Stefano fu Domenico, detto "u Laìn" ossia "lo Zio", nato nel 1847 circa, fratello dei succitati.
Sposo di Repetti Catterina fu Gio Maria nata il 13 settembre 1847 a Ca' da basso di Cardenosa.
Secondo lo Stato delle Anime del luglio 1889 risultano: Biggio Stefano, la moglie Repetti Catterina e i figli Domenico, detto "Menegolla", Giulia, Vincenzo, Catterina e Antonio, detto "Topettin"; inoltre la madre di Stefano, ossia Sbarbaro Giulia, e lo zio Biggio Stefano.
Nello Stato delle Anime del dicembre 1894 sono registrati: Biggio Stefano fu Domenico "Gè", la moglie Repetti Catterina ed i figli Domenico detto "Menegolla", Vincenzo, Antonio detto "Topettin", Luigi, detto Luigin o "Testùn", e Catterina.
Domenico detto "Menegolla, Antonio detto "Topettin", Luigi, detto Luigin, lavoreranno poi nella compagnia degli scaricatori del carbone, ossia la Compagnia dei "Carbunè" del porto di Genova.
Il papà di Biggio Stefano, detto "Lain" o anche "u Mòrschiu" ovvero "il Morso", ossia Domenico Biggio fu Domenico morì schiacciato da un albero.
La pianta gli crollò addosso mentre col fratello Stefano stavano bonificando un terreno a Querceta nell'attuale provincia di Lucca.
Il fratello di Domenico Biggio si arrangiava pure commerciando qualche pecora o vacca e i Toschi gli ripetevano: "Brandolino, Brandolino non andare di notte perchè ti dicono il Conte e ti fanno la pelle".
Domenico lasciò la moglie Sbarbaro Giulia con i figli piccoli.
Stefano aveva circa 2 anni, Vincenzo circa 7, e Domenico, detto "Meneghin", circa 10.
Si evince che l'emigrazione stagionale verso la Toscana avvenne verso l'anno 1849.
Ciò è plausibile visto il Registro della Popolazione del Comune di Santo Stefano d'Aveto- Parrocchia di Priosa (1871-1880).
Risulta, infatti, che tal Biggio Antonio, d'Agostino fu Antonio, della famiglia dei "Curtellun", ossia "Coltelloni", di Cardenosa, nacque a Seravezza il 2 Settembre 1850, luogo poco distante.
Si racconta che in seguito un ricco possidente toscano donò una discreta somma alla madre, che impiegata a lavare i panni nelle famiglie benestanti non poteva seguirli, perché i tre bimbi rimasti orfani potessero recarsi a scuola e togliersi da gozzovigliare per la strada.

La scuola pubblica nelle nostre valli giunse purtroppo molto più in là nel tempo, benché già nel giugno del 1868 Emanuele Celesia e altri illuminati educatori s'attivassero per fondare una Società "per lo spargimento della popolare cultura ne' luoghi più agresti della Liguria".
Rammentiamo che il 15 maggio 1524 Alberto detto Racheo del fu Guglielmo e Bertone de' Tassi fondano la prima scuola in Santo Stefano d'Aveto.
Occorre ricordare che questa scuola gestita da un prete della famiglia Tassi, che dava rudimenti di Grammatica e Retorica, era frequentata dai figli di questa illustre casata. (Cfr.: Michele Tosi, Archivum Bobiense, N. XVI-XVII, 1994/95, pp. 132-134).
In Italia l'Obbligo dell'Istruzione elementare gratuita è del 1877.
I figli dei contadini fino al sopraggiungere della "scuola dell'obbligo", ma anche dopo, furono braccia da impiegare nei campi.

In seguito Biggio Stefano, detto "Laìn", continuò a svolgere il lavoro che già fu del padre Domenico durante le emigrazioni stagionali.
Stefano svolgeva il lavoro di "Segantino" a Serravezza.
Si racconta che si recò ancora a Pistoia nel periodo in cui nacque la Lega del Porto nel porto di Genova, indi pressappoco intorno al 1909.
In Toscana aveva imparato un detto che spesso usava ripetere: "Chi fa il ladro, chi fa il boia - e per non dire una bugia - chi fa il ladro, chi la spia".
Stefano rammentava che all'epoca delle prime emigrazioni della sua famiglia verso la Toscana, ossia verso la seconda metà dell'ottocento, gli operai stagionali dormivano nella paglia.
Ricordava che sua madre a sera rompeva il pane che lei, la nonna e uno dei figli andavano "a domandare", e lo tirava ai figli piccoli coricati nella paglia, perchè si cibassero.
La nonna usava spesso rimproverarla: "Se ghe dè du pan i ne s'inzegnu a dumandà", ossia "Se gli date il pane non s'ingegnano a domandare".
I sacchi di pane che erano ancora in buono stato venivano portati a Cardenosa alla fine della stagione.
I nostri valligiani, facevano i "ronchi", ossia il taglio di zone "boscate", e i successivi "scassi" per smuovere la terra e sotterrarvi, qual concime, la cenere ricavata dall'incendio di rami, sterpaglie e radici.
L'emigrazione si faceva nel periodo invernale, quando nelle nostre valli a causa della neve e del ghiaccio non si poteva lavorare la terra.
Biggio Stefano in seguito si recò a Genova e lavorò come minatore nelle cave alla "Chiappella", Raccontava che trasportavano via il materiale di risulta su carri trainati da buoi.

Secondo il Registro della Popolazione del Comune di Santo Stefano d'Aveto- Parrocchia di Priosa- i componenti della famiglia di Sbarbaro Bartolomeo fu Stefano "Armarolo" nel 1880 erano tutti in America da circa 30 anni, indi dal 1850 circa.
La data è vicina al 1851 data conclamata di una presunta partenza di Bartolomeo per l'America.
Per l'attendibilità del Registro della Popolazione del Comune di Santo Stefano d'Aveto, rimandiamo al discorso già fatto riguardo a quelli degli "Stati delle Anime" della parrocchia di Priosa d'Aveto.
I dati sono spesso da interpretare e non da utilizzare come oro colato.
Gli "Stati delle Anime" sono registri compilati durante la visita pastorale del vescovo della Diocesi. Detta visita in genere si svolgeva con frequenza quinquennale.
Nei registri, paese per paese, sono annotati, casa per casa, i componenti del gruppo familiare, ed eventuali persone presenti al momento della visita.
I membri della famiglia di Sbarbaro Bartolomeo, fu Stefano, si possono ritenere dei pionieri dell'emigrazione in America.

 


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Estratto dal Quarto Almanacco Italo Svizzero Americano di J. F. Fugazi. Anno 1884.

 

In America emigrarono anche la vedova Biggio Tomasina fu Gio Batta, nata a Cardenosa nel 1830 circa, con la figlia Sbarbaro Maria fu Gio Maria, nata a Sbarbari nel 1857.
Dette donne avevano la residenza o abitazione in America.
Il 23 Marzo 1882, Regnando Umberto Primo per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d'Italia, nel notaro Andrea Rettagliata si legge che tramite il loro procuratore generale in Italia, ossia Repetti Antonio, fu Alessandro detto "Schezza", di Brugnoni, Tommasina e la figlia Maria Sbarbaro vendono a Repetti Agostino fu Simone, detto "Dindiu", di Codorso, le terre dette Arboselli, Fondo dei Coleretti e Pozze per lire cinquanta.

In America emigrò pure Biggio Andrea fu Gio Batta , detto "Drialan", forse fratello di Tommasina, nato a Cardenosa nel 1834 con la figlia Biggio Maddalena di Andrea, nata a Cardenosa nel 1855.
Avevano nel 1880 la residenza in America e vi erano emigrati da 20 anni, indi dal 1860 circa.

Vi emigrò Biggio Paolo fu Gio Batta, della famiglia dei "Battin", nato a Cardenosa nel 1810, contadino e vedovo, residente e morto in America nel 1878, secondo il Registro della Popolazione del Comune di Santo Stefano d'Aveto (Parrocchia di Priosa).
In America emigrarono pure i suoi figli.
Biggio Gio Batta di Paolo nato a Cardenosa nel 1838.
Biggio Antonio nato a Cardenosa nel 1840.
Biggio Stefano nato a Cardenosa nel 1842 circa.
Biggio Carlo nato a Livorno nel 1844.
I figli nel 1880 erano in America da 20 anni. Indi dal 1860 circa.
Interessante notare che l'ultimo figlio, ovvero Biggio Carlo, era nato a Livorno nel 1844.
Indi, prima dell'America, Biggio Paolo fu Gio Batta, come molti suoi compaesani, aveva tentato la fortuna in Toscana.

Sua sorella era, forse, Biggio Catterina fu Gio Batta, nata a Montebruno nel 1808, moglie di Ferretto Andrea fu Andrea, detto "Barba Andrea" nato a Cardenosa nel 1803 e morto il 16 maggio 1870.
I loro figli Ferretto Gio Maria d'Andrea nato a Cardenosa nel 1830 e Ferretto Antonio nato a Pietrasanta nel 1845, erano emigrati in America.
Ferretto Gio Maria era il marito di Biggio Rosa, fu Gio Batta e fu Biggio Maddalena, nata a Cardenosa nel 1827,
Ferretto Gio Maria e la moglie Biggio Rosa avevano nel 1880 la residenza in America.
Là nacquero i loro figli.
Ferretti Rosa di Gio Maria, nata a Nuova York il 10 Novembre 1867.
Ferretti Luisa di Gio Maria, nata a Nuova York il 23 Febbraio 1870
.
Ferretti Rosa Giulia di Gio Maria, nata a Nuova York il 19 Maggio 1872.
Il fratello di Gio Maria, ossia Ferretto Antonio d'Andrea, nel 1880 è in America da 22 anni, indi dal 1858 circa.

Gio Maria Ferretto d'Andrea era detto "Zan Maria" o "Perin".
Nello Stato delle Anime della parrocchia di Priosa d'Aveto del 31 luglio 1889 lo troviamo a Cardenosa con la moglie Biggi (o Biggio) Rosa ed i figli: Gio Maria, Luigia e Rosa.
Ferretti Gio Maria di Gio Maria, sposerà Angela (Virginia) Repetti, d'Antonio fu Agostino detto "Dindiu", nata a Codorso nel 1870 circa.
Detta famiglia assumerà l'appellativo "i Lùi", ovvero "i Lupi".
Nello Stato delle Anime del 1894 sono registrati: Ferretti Gio Maria fu Andrea, la moglie Biggi Rosa, i figli Rosa e Giovanni, la moglie di Giovanni (Maria), ossia Angela Repetti e i figli di questi Rosa e Catterina.
Il figlio del "Perin", ossia Ferretti Gio Maria di Gio Maria, detto "Giuanin du Perin" oltre a Rosa e Catterina, avrà Giovanni Pasquale detto "Pasquarin", inoltre Virginia e Chiara.
Gio Maria detto "Giuanin du Perin", per qualche tempo lavorò in porto, forse nella "Compagnia dei Carbunè".
Gio Maria d'Andrea, detto "Zan Maria" o "Perin", era tornato dall'America con una piccola fortuna.
Raccontavano i vecchi valligiani che, in casa di Gio Maria, una "fasciella", ossia un recipiente di legno per fabbricare il formaggio, era colma di "sterline d'oro" (o più probabilmente di dollari in oro).

L'altro fratello di Gio Maria ed Antonio, ossia Ferretto Pietro d'Andrea detto "Pè", nato a Cardenosa nel 1840 e morto nel marzo del 1910, era rimasto all'epoca a Cardenosa.
Era il marito di Repetti Maria, di Gio Batta e fu Rosa Biggio, nata a Ghiriverto nel 1848.
Lo troviamo al paese nello Stato delle Anime della Parrocchia di Priosa del 1889 con la moglie Repetti Maria, detta "Maria de Pè", ed i figli: Andrea, Maria Catterina, Giovanni e Giuseppe.
Andrea nato a Cardenosa il 30 settembre 1866.
(Maria) Catterina nata a Cardenosa nel 1873 circa.
Giovanni nato a Genova il 17 Febbraio 1878.
Giuseppe morirà di tubercolosi.
In casa col figlio viveva la vecchia madre Ferretti Catterina.
Dei figli di Pietro Ferretto, detto "Pè", Andrea detto "Drialin" emigrò in America.
I paesani si ricordavano che Andrea "era venuto dall'America" con la nave "Colombo".
Vi emigrò pure Giovanni detto "Giuanin de l'aia", o "u Gabba" soprannome mutuato dall'appellativo del famoso bandito, con la moglie Giulia Biggio.
Giulia, detta "Giulia de l'aia", era la figlia di Vincenzo Biggio, fu Domenico, e di Caterina Biggio d'Agostino appellata "a Guersa. Apparteneva alla famiglia dei "Brandulin" di Cardenosa.
In seguito emigrerà in America con il marito pure la figlia di "Giuanin de l'aia", ossia Amelia Ferretti.

In America emigrò pure Biggio Domenico fu Gio Batta, della famiglia "Capo", contadino, nato a Cardenosa nel 1823, con la moglie Biggio Catterina fu Stefano, contadina, nata a Cardenosa nel 1830, ed i figli Gironima, Gio Batta, Anna Maria, Agnese.
Biggio Gironima era nata a Cardenosa nel 1859.
Biggio Gio Batta era nato a Genova nel 1862.
Biggio Anna Maria, Tomasina, Fortunata, Agostina, era nata a Genova il 30 gennaio 1866.
Biggio Agnese, Francesca, Anna Maria, era nata a Genova il 24 Gennaio 1870.
Con Biggio Domenico fu Gio Batta partì anche la madre, ossia Biggio Anna Maria fu Gio Batta, nata a Cardenosa nel 1799.
Nel 1880 erano in America da 5 anni, indi dal 1875 circa ed avevano venduto i beni a Cardenosa.


In America emigrò Badaracco Angela, fu Giovanni e fu Elisabetta Badaracco, nata a Gragnerosa nel 1821.
Badaracco Angela era la moglie di Biggio Benedetto, fu Vincenzo (di fu Gio Batta e di fu Catterina Biggio), nato a Cardenosa nel 1821, della famiglia "Nonno".
Angela emigrò con le figlie:
Biggio Elisabetta di Benedetto nata a Cardenosa nel 1854,
Biggio Maria nata a Cardenosa nel 1856, con residenza in America verso il 1880.
Con loro emigrò il fratello di suo marito, ossia Biggio Stefano fu Vincenzo nato a Cardenosa nel 1826.
In America emigrò anche il figlio di Biggio Stefano fu Vincenzo fratello di Benedetto, ossia Biggio Giovanni di Stefano che è detto genericamente "in America".
Secondo il Registro della Popolazione del Comune di Santo Stefano d'Aveto (Parrocchia di Priosa) risulta in America da 20 anni nel 1880, indi dal 1860.
Un figlio di Biggio Benedetto fu Vincenzo, ossia Biggio Vincenzo di Benedetto nasce a Nuova York nel 1863.
Biggio Vincenzo di Benedetto era detto "u Piccin".
Nello Stato delle Anime della parrocchia di Priosa d'Aveto del 1889 non è presente a Cardenosa.
Lo troviamo nello Stato delle Anime del dicembre 1894.
Sono registrati: Biggio Vincenzo, Badaracco Angiola, detta "Angirìn-a" o "Laìn-a", sua madre, la moglie Biggio Catterina, d'Andrea fu Vincenzo e di Biggi Catterina, della famiglia dei "Bacci", e i loro figli Andrea, detto Endru (Andrew), Angiola detta Angie, e Dominica, detta forse Beibi (Baby).
Endru, così i valligiani chiamavano Andrew storpiandone la dizione, sposerà Maria Repetti d'Agostino, detta Meri (Mary).
Il padre di Maria ossia Repetti Agostino, d'Antonio e fu Antonia Sbarbaro, detto "u Repettu", o "u Parente", era anch'egli emigrato in America con la moglie Repetti Giovanna, di Giovanni fu Benedetto, detta "Giuanellin-a", di Cardenosa.

Vincenzo Biggio, detto "u Piccin", sposerà in seconde nozze Biggio Maddalena, nata a Cardenosa nel 1836 da Biggio Luigi, fu Gio Maria e fu Maddalena Biggio, e da Biggio Caterina fu Gio Batta.
Biggio Luigi era detto "u Bìnciu".
Vincenzo, detto "Piccin", da Maddalena avrà i figli: Rosa, detta "Rusinin", nata nel 1898, Luigia detta "Luigina" nata nel 1903, Giovanni detto "Giuanin du Piccin", nato nel 1906, e Caterina detta "Catàinin".
Un suo nipote, ossia Domenico Biggio detto "Aldo" andrà in America.
Era figlio di Rosa, detta "Rusinin", e di Giuseppe Biggio, detto "Pippin du Berebiccu".
La moglie del "Piccin", ossia Maddalena era sorella di Biggio Antonio, detto "Bìncetto", mugnaio della località Molini di Cardenosa, e di Biggio Gio Maria detto "u Gallin-a".
Gio Maria Biggio, ovvero "u Gallin-a" si disse che emigrò in Egitto.
Si diceva che Biggio Vincenzo detto "Piccin" fosse tornato dall'America con 30 mila lire, l'organino e il pappagallo col quale si esibiva.
Si rammenta che un appartamento a Genova costava all'epoca 7 mila lire.

Della stessa famiglia, emigrò in America Biggio Luigina, d'Agostino fu Vincenzo, nipote di Benedetto, nata a Cardenosa nel 1855.
È in America da 10 anni nel 1880, indi dal 1870 circa.
Secondo i racconti dei paesani di Cardenosa emigrò anche suo padre, ossia Biggio Agostino fu Vincenzo e fu Catterina Biggio, detto "u Scularu", nato a Cardenosa nel 1830.
Era fratello di Benedetto e Stefano, della famiglia "Nonno" di Cardenosa.
Pare che, lavorando nelle miniere in America, avesse contratto la silicosi e avesse perso un polmone, ma si salvò.
Fece costruire ex voto la Cappelletta di Cardenosa, e la arricchì donando un altare di marmo con splendida statuetta della Madonna di Montebruno, opera di valente artigiano.
Purtroppo quella Madonna era destinata a non rimanere a presidiare le nostre Valli.
Durante la seconda guerra mondiale si disse che un disertore buttasse la statua in basso verso dei cespugli, rompendo il piede destro al bambinello e la mano destra alla Madonna.
Alcuni anni fa un infame la asportò dalla Cappelletta, incustodita, sottraendola forse per sempre al culto dei valligiani.
Si racconta che detta Cappelletta fosse stata restaurata, verso la seconda metà del Novecento, grazie all'invio dall'America di 100 dollari inviati da tal Rose Mary, cugina dei Biggio di Cardenosa.
Ciò grazie all'interessamento d'Antonietta Biggio, fu Antonio detto "Topettin", detta "Tùnietta", della famiglia dei "Brandulin" che era emigrata in America ed aveva avuto i figli Gianni e Nancy.
Biggio Agostino, detto "u Scularu", ossia "lo Scolaro", si sposò con Badaracco Caterina, fu Giovanni e fu Elisabetta Badaracco, nata a Gragnerosa nel 1829.
Caterina era sorella di Badaracco Angela, ossia la moglie di Benedetto fu Vincenzo, fratello d'Agostino detto "u Scularu".
Ebbero, oltre alla succitata Luigina, anche Caterina nata nel 1858, Rosa nata nel 1862, ed Elisabetta nata nel 1865.
Nello Stato delle Anime del luglio 1889 troviamo: Biggio Agostino fu Vincenzo con la moglie Catterina e le figlie Rosa ed Elisabetta.
Nello Stato delle Anime del dicembre 1894 troviamo: Biggio Agostino con la moglie Catterina e le figlie Luigia e Maria (Rosa).
Pare evidente che Luigina è tornata dall'America. Si sposerà con un certo Basso di Neirone.
Ebbero un figlio tal Benedetto Basso.
Sarà conosciuto come "u Benèitin" di Gattorna, maestro nell'arte dei gelati.
L'appellativo di "u Scularu" era dato ad Agostino Biggio fu Vincenzo perchè questi impartiva i rudimenti dell'alfabeto ai bimbi del paese di Cardenosa.
Sua moglie, Badaracco Catterina, era detta "a Sculara".

Al paese, di Cardenosa, restò Biggio Andrea fu Vincenzo, detto "Drialin da Costa", fratello dei suddetti, ossia di Benedetto, Stefano e Agostino detto "Scolaru".
Nel Registro della Popolazione del Comune di Santo Stefano d'Aveto (Parrocchia di Priosa), si evince che Andrea Biggio, nato nel 1833, è sposo di Biggi Maria, d'Agostino e Angela Biggi, nata nel 1840 e morta, come da sua dichiarazione il 10 Dicembre 1879 all'Ospedale di "Pammatone" in Genova.
Da Maria, Andrea, detto "Drialin", ebbe i figli: Caterina nata nel 1862, Pietro Vincenzo Giovanni nato il 30 giugno 1866, Agostino nato il 31 Ottobre 1868, Angela Maria nata il 6 maggio 1876, Andrea nato a Genova nel 1874.
Detta famiglia assumerà in seguito l'appellativo di "Bacci", soprannome derivato da un avo chiamato Agostino, ma anche quello di "Can".
Nello "Stato delle Anime della Parrocchia di Priosa sotto il titolo di San Gio Batta per l'anno 1889" rileviamo Biggi, o Biggio, Andrea fu Vincenzo, la nuova moglie Biggi Catterina ed i figli: Andrea, Catterina, Vincenzo, Agostino, Andrea e Angela.
Nello Stato d'Anime della Parrocchia di S. Gio Battista in Priosa fatto il 10 Dicembre 1894 - Parroco D. Stefano Barbieri si evince che oltre a Biggio Andrea fu Vincenzo sono presenti a Cardenosa la moglie Biggio Catterina ed i figli Agostino detto "Stinin", Andrea detto "Drialin", Angela detta "Angiolina", Maria detta "Meri", Virginia, e Giovanni detto "Gianni", oltre a Repetti Catterina moglie di Agostino.
Il padre di Repetti Catterina era appellato il "Piattà" di Montebruno, perchè appunto vendeva piatti.
In detto Stato delle Anime non appare Biggio Catterina, detta "Cattin", figlia di primo letto d'Andrea detto "Drialin da Costa".
Maritata con suo cugino Biggio Vincenzo fu Benedetto, detto "Piccin", appare registrata col marito, i figli Andrea detto Endru, Angiola e Dominica, e la madre di Vincenzo, ossia Badaracco Angiola. Sono dunque tornati dall'America.
Emigrò in America anche il fratello di Catterina, Andrea detto "Drialin".
Si racconta che il "Drialin da Costa", ovvero Biggio Andrea fu Vincenzo, si fosse alfine recato in America con la seconda moglie, ossia Biggio Catterina.
Ne tornò con le figlie "Mary", detta "Meri" e Virginia, che si dicevano nate là.
Indi, si suppone che si sia recato in America fra il 1890 e il 1894.
Andrea detto "Drialin da Costa", lavoratore infaticabile, era stato nei "garibaldini" al seguito del generale Giuseppe Garibaldi.
Ricordiamo che l'Impresa dei Mille è del 1860, e la Proclamazione del Regno d'Italia è del 1861.
Altra tappa importante è l'Istituzione della Marina e dell'Esercito Italiano nel 1873, che portò ad un certo flusso emigratorio verso l'America negli anni a seguire, visto che i contadini non amavano certo d'abbandonare i loro campi per dedicarsi alla vita sotto le armi.
Detto flusso migratorio si rafforzò altresì in virtù di una crisi spaventosa che proprio nel 1873 assillò Genova e probabilmente la sua Provincia.
I dati sull'emigrazione Italiana riferiti al decennio dopo sono:
Anno 1886 circa 83.000 persone,
Anno 1887 circa 127.750 persone,
Anno 1888 circa 196.000 persone.

 

Continua...
Piccola storia dell'emigrazione a Priosa d'Aveto (parte IV) Piccola storia dell'emigrazione a Priosa d'Aveto (parte VI)

 



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Pagina pubblicata il 15 aprile 2005, letta 7231 volte dal 23 gennaio 2006
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