Lungo la CalÓ dei Morti

di Giacomo Aldo Turco
fotografie di Giacomo Aldo Turco

Val d'Aveto, 10 aprile 2010



Lungo la CalÓ dei Morti - Il Ponte di Villa Piano


Incuriosito dall'articolo scritto da Lorenzo Laneri e pubblicato da Valdaveto.net, agli inizi della primavera 2010 mi sono deciso a visitare la CalÓ dei Morti per documentarne fotograficamente il percorso.
In compagnia degli amici fotografi Antonio di Rapallo e Valerio di Varzi abbiamo dunque lasciato di buon'ora la macchina nei pressi di Villa Piano e, dopo aver scambiato qualche parola con alcuni abitanti del borgo, ci siamo diretti fino in fondo all'ampio pianoro che conduce al sentiero sovrastante le rocce del Masappello.

Nel sole di aprile la giornata Ŕ tiepida, e anche se la luce Ŕ un po' troppo decisa per produrre fotografie di alta qualitÓ, non possiamo fare a meno di rimanere impressionati dall'impervia bellezza del percorso, che peraltro da fondovalle risulta pressochÚ invisibile.
Il sentiero procede lineare e spedito sulla roccia senza particolari dislivelli, superando agevolmente vecchie frane e pareti a strapiombo, mentre l'Aveto scorre impetuoso nelle gole sottostanti e, ogni tanto, qualche automobile sfreccia ignara di noi sulla Provinciale.



Lungo la CalÓ dei Morti - La Diga del Masappello


Dall'alto, si gode di un'interessante prospettiva del medio corso del fiume e, approfittando della posizione sopraelevata, abbiamo una chiara visuale dei monti del gruppo del Maggiorasca da un lato, e della diga del Masappello dall'altro. La vegetazione lungo la mulattiera Ŕ quasi inesistente, solo qualche arbusto si eleva con difficoltÓ e si sporge sul dirupo; unica presenza vivente, uno sparuto gruppo di capre che fanno capolino dall'alto e ci osservano incuriosite e un poco guardinghe, mentre avanziamo sull'antico passaggio. Superati da poco gli scalini scavati nella roccia, decido di costruire una foto "a effetto": depongo sulle pietre un osso, forse di capra, che ho trovato nelle vicinanze, dopodichÚ lo inquadro abbassandomi fino a terra e scatto, avendo cura di lasciare un po' sfocato lo sfondo. La fotografia del "sentiero dei morti" Ŕ pronta.

Lungo la CalÓ dei Morti

Arrivati nel punto dove il vecchio percorso devia verso il greto dell'Aveto, lÓ dove sulla sponda opposta sorge la Cappelletta ottocentesca dei Cella di Villa Cella, cerchiamo un passaggio a monte della Rocca di Mileto al fine di attraversare il fiume dove la corrente Ŕ meno forte.


Troviamo faticosamente un sentiero che curva lungo il fianco del Masappello, e scende poi nella boscaglia che cresce fitta tra la scarpata e la Rocca di Mileto.



Lungo la CalÓ dei Morti - Scalini scavati nella roccia


Il passaggio si avvita varie volte su se stesso, attraversando in pi¨ punti il greto di un rio in secca, e infine sbocca in un'amena valletta laterale, percorsa da un vivace torrentello che si getterÓ nell'Aveto alcune centinaia di metri pi¨ avanti.
Ci riposiamo un poco e poi ripartiamo, superando una breve erta proprio ai piedi della Rocca di Mileto, che ci porta rapidamente ad una sella dalla quale si domina tutta la piana di Cabanne.
Dato che la pendenza sembra poco impegnativa, affrontiamo qui la discesa lungo i vecchi terrazzamenti che orlano la collina, per trovarci dopo poche decine di metri ad attraversare un fitto groviglio di rovi e cespugli spinosi, oltre al quale appaiono finalmente le dolci sponde dell'Aveto, nei pressi della riva opposta all'area attrezzata di Farfanosa. Percorriamo un lungo tratto pianeggiante in senso opposto alla corrente, in cerca di un punto dove attraversare le acque per riguadagnare il nastro d'asfalto della Provinciale e tornare a Villa Piano: troviamo un guado proprio all'altezza dell'abitato di Farfanosa. Ci togliamo scarponi e calze, chiudiamo le macchine fotografiche negli zaini e puntiamo dritti verso l'opposta sponda; in aprile il fiume Ŕ ancora gelido, il freddo Ŕ tale da provocare quasi dolore, tanto che gli ultimi metri con l'acqua alle ginocchia vengono affrontati praticamente di corsa, e la riva sabbiosa appena riscaldata dal sole della tarda mattina ci sembra un paradiso!

Alcuni pescatori poco lontani ci osservano con aria divertita, ma senza lo stupore delle capre del Masappello... avranno assistito ad altre scene simili, con protagonisti temerari escursionisti come noi?

Lungo la CalÓ dei Morti - Incontri inaspettati

 


 

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Pagina pubblicata il 6 dicembre 2010 (ultima modifica: 08.07.2014), letta 3422 volte
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