Ritagli

di Sandro Sbarbaro

GENUA


Genova stai
Annoiata regina
Stesa s'un manto
azzurro cupo e
giada
Mentre intorno
Qual pigre ancelle
Dormon dolci
cittadine odorose
Genova schiava
dei venti
Che t'avvolgon in
mille mantelli
Tracciando rossi
bagliori su mille
orizzonti
Genova Porca e
puttana
Inghiotti nel
ventre tuo malato
ogni sorta di
idiomi
E risentita lanci
mugugni
A placar il mare
Fatto di carta Non
da navigare.





ALINARI


Ciò c'amio è una finestra
A bifora, inanellata d'edera
Fondale il mar celest'era
Essenze di basilico e ginestra
Il tutto impressionato s'una lastra
Che pel ricordo, muta, è testimone.




COCCI


Adagiati con mestizia
s'una superficie sudicia
Surrogato di un qualcosa
che un giorno conteneste
Ve ne state lì in disparte
come un qualcosa di malriuscito
Ed Io che vi ho osservato distratto
adesso forse comprendo.




NOSTALGIA


Violini melanconici
impregnano l'aria di nostalgia
Rimembrano strani presagi
ed un tempo che fu.




FRAMMENTO


Cinereo lucustre epitaffio
Lasciato marcire solingo
Lambente acque tremule
Ciclanti tramonti vermigli.




IN MORTE DI TOBY


Te ne sei andato in una giornata
di pioggia
Tu, cucciolo di cane dai denti
troppo aguzzi
Ed ora corri felice con la tua
andata sbilenca
La tua voracità insoddisfatta
ed il guaito insistente.




LACRIME


Lacrime
Cristalli di emotività
giunta all'estremo
Vi sento scorrer pigre
lungo un percorso
che sarebbe monotono
se non ci fosse
qualche ruga.




GATTI


Gatti disseminati la mattina
di sghimbescio sull'asfalto
lungo il viale
Vi sogguardo amico
verso l'acquosità deformante delle pupille
E voi dei dalle maculate facce
accennate appena passi di danza
Svogliati mi degnate sufficienza
mentr'io sfioro i vostri ventri bassi.




VENICE


I cavalli di S.Marco
rampano nel caliginio nebbioso
Mentre i Mori a malapena
s'intravvedono nell'opra
In fondo è la Laguna
Verdegrigio quadro mai dipinto abbastanza.




TEMPO


Tempo che passi
viandante distratto
Rubando frutti
all'albero dei giorni
É notte e veglio
il letto è intatto
Mi sfiori accanto
avverto i tuoi contorni




NEBBIA


Improvviso, un coagulo di nebbia
invischia il paesaggio in un quadro surreale.




MANIPOLATORI DELL'ORDINARIO


Se le parole
così come l'immagini
Rappresentano Qualcosa
Noi Manipolatori dell'ordinario
immaginiam parole
perché qualcosa si rappresenti.




SCIVOLANO


Scivolano
borbottando i ruscelli
Ignorando
che il loro ineluttabile
divenire
sia alfine il mare
Incantato
estatico l'indovino
Aggiransi lucertole
fra i massi
facendo ogni tanto
capolino
Io sono
solo un leggiero
stormio di fronde.



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Pagina pubblicata il 28 agosto 2004, letta 4611 volte dal 23 gennaio 2006

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