Il castello di Rezzoaglio

L'esclusivo ritrovamento nella Val d'Aveto

di Sandro Sbarbaro

La scoperta del castello di Rezzoaglio, da me effettuata nel pomeriggio del 17 giugno 2000, potrebbe, alla luce di nuove e più probanti analisi, dare una svolta alla ricerca storica in Val d'Aveto.
L'esistenza del complesso difensivo di Rezzoaglio sul poggio che l'Aveto lambisce su tre lati, tipologia costruttiva propria anche al Castelluzzo di Mileto presso Cabanne, dà un senso a quella che finora era solo una azzardata ipotesi: lungo il percorso dell'Aveto venne situata una serie di costruzioni di difesa (Castelletti della Moglia, Castelluzzo di Mileto, Castello di Rezzoaglio) il cui scopo era quello di proteggere, con l'ausilio di case torri (vedi quelle di Villa Piano e di Villa Brignole, nonché quelle dirimpetto di Costafigara e la più tarda de "Bottazzo"), le due strade che su sponde opposte (la strada di sinistra proveniente da Ventarola, Parazzuolo, Priosa, Mileto , Gaie - dove si innestava la via che dal passo del Fregarolo scendeva a Villa Garba - , Villa Piano, Brignole; la strada di destra proveniente da Passo delle Rocche, Villa Cella, Costafigara, Calcinara e Isola Rotonda) scendevano verso Rezzoaglio.

Resti del castello di Rezzoaglio

Dopo il prosciugamento del lago della piana di Cabanne da parte dei monaci di Villa Cella, il percorso interessò il fondovalle includendo Cabanne.

Si può ipotizzare che il Castello di Rezzoaglio fosse in comunicazione, tramite un sistema di segnalazioni a vista, con il Castelluzzo di Caselle (posto sul colle fra Caselle e Cornaleto) dal quale si domina la valle del Gramizza e la Valle dell'Aveto.
Dal Castelluzzo di Caselle si potevano inviare segnali verso il castello di Santo Stefano d'Aveto, verso la Torre del Castelà e verso l'altro castello posto presso il Passo del Gifalco (località Castello).
Sul cocuzzolo del Monte Gifalco si trovava una torretta d'avvistamento che controllava le carovane che giungevano dalla Val Trebbia.

Queste strutture, ancorché di carattere difensivo, avevano lo scopo precipuo di controllare tutti i traffici che attraversavano la Valle dell'Aveto e far rispettare le gabelle che i feudatari Avetani avevano eletto fonte primaria d'entrata.

Ancora da analizzare è la funzione del castello di monte Castellomà sopra Amborzasco.
Questo castello aveva certamente importanza strategica data la frequenza dei traffici che dalla Toscana (tramite le valli di Vara e del Taro) convergevano, attraverso i valichi posti fra il Monte Penna e il Passo del Tomarlo, verso Rezzoaglio, residenza dei conti Malaspina (signori di Lunigiana e, tramite altri rami, di Casanova e Rezzoaglio).
Giunte a Rezzoaglio, le carovane potevano proseguire verso la Val Trebbia ed il Genovesato (direzione Torriglia - Montoggio oppure Passo della Scoffera - Genova); guadato il fiume Aveto nei pressi del Castello di Rezzoaglio, potevano risalire ai Passi di Ertola ed Esola (oppure dirigersi verso Lovari e Alpepiana) e quindi, oltrepassato il Monte Dego ed Orezzoli, potevano proseguire verso Bobbio - Piacenza.

Resti del castello di Rezzoaglio

È oltremodo interessante notare che sulla piana alluvionale sottostante il poggio del Castello di Rezzoaglio - Esola, sono state rinvenute imponenti strutture murarie che parrebbero risalire a 'Castellari' costruiti in epoche lontane.
Sarebbe di notevole interesse l'intervento di studiosi di livello al fine di analizzare ciò che rimane di queste civiltà.
Mi auguro che l'appello trovi chi lo faccia proprio dando così un notevole contributo alla rilettura della nostra storia.

 


 

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Pagina pubblicata il 1° settembre 2004 (ultima modifica: 22.08.2010), letta 6387 volte dal 23 gennaio 2006
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