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La nascita del Comune di Rezzoaglio

Brevi note sulle ragioni storiche che provocarono il distacco da Santo Stefano d'Aveto

di Sandro Sbarbaro

Per far conoscere un poco la querelle che portò il comprensorio di Rezzoaglio a staccarsi da Santo Stefano d'Aveto in data 28 aprile 1918, erigendosi in comune autonomo, occorre ricordare le ragioni storiche alla base di questa divisione.

Pur appartenendo nelle varie epoche ad un solo marchesato, i due comprensori hanno sempre costituito entità a sé stanti. Già nel 1251 il famoso "Atto di permuta" tracciò la suddivisione del feudo fra le terre al di qua (ai de Meleto) e quelle al di là (rimaste al marchese Corrado Malaspina) del torrente Gramizza, il corso d'acqua che ancora oggi costituisce la naturale linea di divisione fra i comuni di Rezzoaglio e Santo Stefano d'Aveto.
I de Meleto, e quindi i della Cella, di fatto accentuarono la suddivisione del marchesato in due entità distinte: i loro uomini, grazie ai diritti acquisiti con l'atto del 1251, agirono per la signoria di Cabanne o di Rezzoaglio. Santo Stefano d'Aveto era la capitale del marchesato a livello amministrativo e giudiziario, ma certamente non lo era al livello della gestione del potere.
Questo sentirsi padroni in casa propria, nei secoli portò gli eredi dei della Cella a sentimenti di autonomia dal Comune di Santo Stefano d'Aveto che, loro malgrado, li inglobava.

In epoche più recenti anche le diverse collocazioni territoriali giocarono un ruolo determinante. Santo Stefano d'Aveto era posta all'estremità settentrionale dello stato e quindi difficile da raggiungere durante la stagione delle piogge e nel periodo invernale; Rezzoaglio invece, posta sul baricentro rispetto alle altre ville dello stato, era più semplice da raggiungere. Tutto ciò, unitamente al campanilismo che negli anni si era venuto a creare (gli interessi del polo emergente di Rezzoaglio non venivano abbastanza tutelati da Santo Stefano d'Aveto per ovvie ragioni commerciali), fornì le condizioni perché si addivenisse alla separazione.

Per inquadrare il fenomeno dal punto di vista storico mi limiterò a citare e a segnalare alcuni documenti.

Rezzoaglio e Val d'Aveto - Cenni storici ed episodi

G. Fontana, Rezzoaglio e Val d'Aveto - Cenni storici ed episodi

G. Fontana, "Rezzoaglio e Val d'Aveto - Cenni storici ed episodi", Rapallo 1940, Scuola Tipografica Emiliani, pagine dalla 131 alla 135.

 



Vecchie aspirazioni

 

Prima che Rezzoaglio venisse innalzato a capoluogo di comune, l'aspirazione più viva e radicata nell'animo della sua popolazione era l'indipendenza del paese.

Ciò va ricercato in parte nel passato storico di Rezzoaglio, già sede di una piccola Signoria, e soprattutto nella sua ubicazione centrale nella valle dell'Aveto.

Nel 1874, dal consiglio amministrativo dell'antico comune di S. Stefano d'Aveto, veniva decentrata la centralizzazione della sede comunale, cioè il trasloco della medesima da S. Stefano a Rezzoaglio. Tale deliberazione però non fu realizzata, poiché venne accampato il pretesto che Rezzoaglio mancava di un locale degno allo scopo.

S. Stefano valevasi di tale pretesto, quando a sua volta per sede comunale disponeva di una misera casetta, tolta in affitto.

Sorse allora a Rezzoaglio un gruppo di individui, i quali si assunsero l'impegno di costruire, a loro spese, il caseggiato mancante. Questo, su disegno di un architetto di Roma, doveva sorgere dirimpetto all'entrata del piazzale della chiesa, e oltre una sede modello, se la discordia non fosse sopravvenuta fra i soci, sarebbe risultato un perenne attestato di affetto al paese, degno d'ammirazione.

Malgrado fosse naufragata la centralizzazione del comune, approvata dal consiglio nel 1874, nell'animo dei rezzoagliesi non spegnevasi l'antico ideale di indipendenza.

Nel 1882 nella colonia di Milano formavasi appositamente una società per raggiungere tale scopo, denominata Avetana, la quale però poco sopravvisse alla propria fondazione. Lo spirito di campanile esistente fra i due paesi, sopravviveva negli animi anche in terra lontana.

La numerosa colonia Avetana, residente a New York, fu sempre divisa in due campi. Mentre quella della zona di S. Stefano d'Aveto aveva una società di Mutuo Soccorso, intitolata al suo paese, quelli appartenenti alla zona rezzoagliese ne disposero sempre una per proprio conto, denominata Avetana, forse in omaggio di quella di un tempo sorta a Milano. La società Avetana di New York, fondata da alcuni rezzoagliesi nel 1886, ancora attualmente sussiste (anno 1940), fiorente con oltre 200 soci, nonché casa propria e un fondo di cassa.

Fra i rezzoagliesi, che maggiormente si distinsero nel dare prove di illimitata devozione al paese, merita di essere ricordato un certo Neri Antonio fu Tomaso di Esola, della famiglia denominata "Berettun" il quale oltre appartenere ai fondatori della Società di Mutuo Soccorso Avetana di New York, fu strenuo sostenitore delle aspirazioni e diritti di Rezzoaglio. Il suo tenace e patriottico contegno fu una volta promotore di nota gaia. Diffusasi la falsa notizia della sua morte avvenuta in New York, dove risiedeva parte della sua famiglia; a Santo Stefano d'Aveto appena fu appresa la ferale notizia, il dispiacere fu così profondo che molti bicchieri furono vuotati in suo suffragio.

Sempre a titolo di umorismo accennerò ad una dimostrazione fatta nel 1889 dagli abitanti di S. Stefano d'Aveto ai rappresentanti comunali di Rezzoaglio.

Essendo stata nuovamente presentata nel Municipio di S. Stefano d'Aveto, la pratica per il centralizzamento della sede comunale, dopo un esito sfavorevole, i rappresentanti di Rezzoaglio, nell'uscire dal Municipio, notarono sulla piazza un numero grande di tregge, adibite di solito al trasporto della legna e del letame, nonché basti, corde e carriole. Chiesto di che si trattasse e come mai tanti attrezzi del genere fossero accumolati in quel punto; con aria innocente, velata di ironia, si sentirono rispondere che trattandosi di trasportare il comune a Rezzoaglio, quegli arnesi erano appositamente lì a loro disposizione.

Nel 1907 a Rezzoaglio nuovamente sorgeva la società Avetana, ma al pari di quella di venticinque anni prima ebbe vita breve.

Nel 1910 l'estrazione del numero di leva, che da tempo si effettuava a Rezzoaglio, come luogo di centro, in quell'anno, senza giustificati motivi, veniva traslocata a Molini. Simile arbitraria disposizione, decideva allora la nuova creazione a Rezzoaglio di una società, mirante alla tutela dei diritti del paese.

Come segretario di quel circolo, ricordo che dopo quattro anni dalla sua fondazione, oltre una organizzazione perfetta, esso contava 150 soci e parecchie migliaia di lire di fondo cassa.

Nel 1911, in occasione delle elezioni politiche, nel collegio di Rapallo, dal quale dipendeva, il comune di S. Stefano d'Aveto, si presentarono a candidati l'avv. Carlo Cavagnari, deputato uscente, galantuomo dello antico stampo, e il notaio Felice Bardellini.

Rezzoaglio con una gran maggioranza di voti si schierò per Cavagnari. Santo Stefano d'Aveto invece, ad unanimità, votò per Bardellini. Risultato eletto, Cavagnari assecondando i desideri dei rezzoagliesi presentava in parlamento il progetto di divisione del Comune di S. Stefano d'Aveto. La camera elettiva approvava la pratica, in data 3 marzo 1915.

Deceduto l'On. Cavagnari nel 1917, senza che detta divisione fosse stata ancora approvata dal Senato, l'arciprete di Rezzoaglio ne affidava il compimento al Senatore Giovanni Mariotti.

L'illustre parlamentare Parmense, se allora decidevasi a patrocinare quella pratica fu soprattutto, perché essa provenendo da un galantuomo come l'On. Cavagnari, non poteva essere che una causa più che giusta.

Il Senato approvava la divisione del comune di S. Stefano d'Aveto, in data 28 aprile 1918.

Il conseguimento dell'indipendenza di Rezzoaglio, l'aspirazione più sentita del paese, segnò una delle date più salienti della sua storia. Nella mente dei buoni Rezzoagliesi resti pertanto una riconoscenza perenne alla memoria dei maggiori fautori di quell'opera: cioè all'On. Carlo Cavagnari, al Senatore Giovanni Mariotti; all'arciprete Giobatta Melegari, nonché al Circolo Rezzoagliese, che finanziò le spese incontrate.

Con la divisione del Comune di S. Stefano d'Aveto, sparì anche la rivalità campanilistica, esistente fra Rezzoaglio e l'antico capoluogo.

La costruzione delle nuove strade camionabili, attraverso la vallata dell'Aveto, trasformarono in complesso la situazione di un tempo.

Santo Stefano oggi mira ad assurgere a stazione climatica di primo ordine. Rezzoaglio confida nella sua ubicazione di centro della vallata dal lato commerciale. Il miglioramento a cui oggi tendono entrambi i paesi, è il progresso che sappiamo non apporta che bene.



 

 

Al lettore che volesse approfondire questi argomenti segnalo la trascrizione da me effettuata del libello Storia del Comune di Santo Stefano d'Aveto (formato .pdf, 153 KB) uscito nel 1872. L'originale è stato gentilmente messo a disposizione dalla signora Emilia Queiroli di Molini.

A supporto del passaggio della sede del Comune a Rezzoaglio dopo la separazione da Santo Stefano d'Aveto, riporto una velina allegata agli atti deliberatori del Consiglio Comunale di Santo Stefano d'Aveto della metà del 1921 1.

 



COMUNE DI S. STEFANO D'AVETO E REZZOAGLIO

RIPARTO CONTRIBUTO SCOLASTICO CONSOLIDATO
SCUOLE APPARTENENTI AI COMUNI
di

 

S. STEFANO D'AVETO

Località Classifica N° Classi Stipendio
 
Capoluogo Obbligatoria 2 L. 2400
Amborsasco id. 1 L. 1200
Alpicella Obbl. Facoltativa 1 L. 950
Allegrezze Facoltativa 1 L. 500
Ascona id. 1 L. 500
Pievetta id. 1 L. 500
 
Totale 7 L. 6050

 

REZZOAGLIO

Località Classifica N° Classi Stipendio
 
Capoluogo Obbligatoria 1 L. 1200
Alpepiana id. 1 L. 1200
Cabanne id. 1 L. 1200
Cerisola id. 1 L. 1200
Prione (Priosa) Obbl. Facoltativa 1 L. 900
Molini Facoltativa 1 L. 500
Parazzolo id. 1 L. 500
Vicosoprano id. 1 L. 500
 

Totale 8 L. 7200

 

Totale stipendi: L. 6050 + 7200 = L. 13250
Contributo scolastico annuo complessivo da ripartirsi L. 9369.27

Quota a carico del Comune di S. Stefano (d'Aveto)
(9369,27 / 13250) * 6050 = L. 4278,05

Quota a carico del Comune di Rezzoaglio
(9369,27 / 13250) * 7200 = L. 5091,22

 

M . S. Buraghò



 

 

A seguire riporto, tratto da "Deliberazioni di Consigli 27 settembre 1914 - 1915 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 1921 - 22 - 23 - 24 - 25", un foglio protocollo del 20 marzo 1923 allegato agli atti del 22 aprile 1923.

Fronte del documento del 20 marzo 1923

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PROVINCIA DI GENOVA

COMUNE DI S. STEFANO D'AVETO
Consorzio Esattoriale S. Stefano - Rezzoaglio

Deliberazione della rappresentanza Consorziale sull'accettazione della cauzione de l'esattore sig. Cogozzo in vendita Pubblica.

L'anno Millenovecentoventitre il giorno venti di Marzo, in S. Stefano d'Aveto, la rappresentanza consorziale legalmente congregata nelle persone dei Signori: Giuffra ....... Biagio Sindaco di S. Stefano d'Aveto e Cella Andrea Sindaco di Rezzoaglio (aggiunta a matita da altra mano sindaco o assessore di Rezzoaglio)
Il Sig. Presidente comunica che vuole prendere in esame la cauzione che intende prestare il Sig. Cogozzo Alberto fu Luigi aggiudicatario dell'esattoria consorziale di S. Stefano-Rezzoaglio. E presenta ai congregati i documenti relativi.

 

La rappresentanza

Visto che la cauzione da presentarsi da questo esattore ............. .......... a L. 22100;
Vista la polizza della Cassa Depositi e prestiti in data 10 Marzo 1923 N° 3721 dalla quale consta che il sig. Cogozzo Alberto in cauzione della gestione esattoriale per il decennio 1923- 1932 - ha depositato nella cassa stessa tanti titoli Buoni del tesoro per il complessivo di L. 22200; ed alla rendita del 5%;
Ritenuto che la suddetta rendita pubblica rappresenta un capitale ................ alla somma richiesta per la cauzione;
Visti gli art. 16.17-19 della legge 29 Giugno 1902 N° 281 e 31 del regolamento relativo;

Delibera unanime d'accettare conferma accetta la cauzione come sopra effettuata dal sig. Cogozzo in garanzia della gestione esattoriale di S. Stefano e Rezzoaglio per il decennio dal 1° Gennaio 1923 al 31 Dicembre 1932.

 

Prendenti lettura e conferma firmano

B. Giuffra
A. Cella  Sindaco
Pellegro Cella  Segret. Com.e S. Stefano



 

 

Riporto inoltre la trascrizione di un altro interessante documento del dicembre 1924, tratto da "Deliberazioni di Consigli 27 settembre 1914 - 1915 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 1921 - 22 - 23 - 24 - 25".

 



Consorzio Veterinario fra i Comuni di S. Stefano d'Aveto e Rezzoaglio

 

Il sig. Presidente rende edotto il Consiglio, delle sollecitazioni della Provincia e del Sottoprefetto di Chiavari per addivenire alla costituzione del Consorzio col Comune di Rezzoaglio onde avere un veterinario consorziale. Aggiunge che data la spesa che verrebbe a gravare sul Bilancio per avere un veterinario solo per S. Stefano d'Aveto, accettando in proposito anche i consigli dell'Ill.mo Sig. Sottoprefetto di Chiavari, propone al Consiglio deliberare il consorzio con Rezzoaglio e provvedere alla nomina di rappresentanti nel Consorzio del nostro Comune.
Il Consigliere Tosi Giovanni espone le ragioni che lo inducono ad essere contrario alla nomina del veterinario sia per il solo Comune sia in consorzio; principalissimo, fra ............, il fatto che nessuno nel nostro Comune ha mai sentito il bisogno di richiedere il veterinario, perché tutti i proprietari di bestiame sanno bene curare da se e diffidano per intuito del veterinario. Ritiene pertanto che la nomina del veterinario oltreché tornare di gravio al bilancio, sarà anche odiosa alla popolazione.
Il Consigliere Razzetti Dott. Riccardo dichiara che è contrario alla istituzione del Consorzio, o perché data la distanza e la vastità del territorio dei due Comuni il veterinario non potrà prestare servizio per nessuno. Propone quindi che sia istituito un posto solo per il nostro Comune.
Il sig. Presidente e vari consiglieri osservano che ciò porterebbe una spesa troppo grave per il Comune. Dopo animata discussione alla quale prende parte l'intero Consiglio viene posta in votazione, per alzata e seduta, la proposta del Consigliere Dr. Razzetti: la quale viene respinta con voti undici contrari e uno favorevole.
Messa in votazione la proposta del sig. Presidente per la costituzione del Consorzio, viene approvata con voti undici favorevoli e uno contrario.
Si passa quindi alla nomina di rappresentanti consorziali: vengono eletti con voti 10 per ognuno e due astenuti i Sig. Razzetti Dr. Riccardo e Focacci Remigio, proclamati dal presidente.
Successivamente, data l'ora tarda, per unanime consenso del Consiglio, vengono rinviate le altre pratiche portate all'ordine del giorno, ad altra seduta che viene fissata per il giorno 14 Dicembre 1924.

 

Letto approvato sottoscritto

Il Consigliere Anziano
A. Raschi

Il Presidente
B. Giuffra

Il segretario
..............

 

 

Pubblicato all'albo pretorio Comunale il giorno di Sabato 18 corr. giorno di mercato, senza intervento di reclamo.

Segr. Com.le
..............



 

 


 

Note

[1] Cfr.: "Deliberazioni di Consigli 27 settembre 1914 - 1915 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 1921 - 22 - 23 - 24 - 25" presso l'Archivio del Comune di Santo Stefano d'Aveto

 


 

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Pagina pubblicata il 20 novembre 2006, letta 7497 volte
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