Sensazioni

di Sandro Sbarbaro

SENSAZIONI

E il cuore
come un uragano
è sconvolto
Palpita- s'ascolta- ripiega sgomento.

(1970)


CANTO... INTANTO...

Cantore di cazzate
Ed il blu/notte/statico
è animato dal lampeggiare
anonimo delle luci di un jet
Meste serenate
Mentre gatti/folletti/elettrici
schizzan di tetto in tetto
miagulando nel microfon/vento
la loro canzone alla luna
Suppongo sien studiate
E le navi mollemente adagiate
sullo specchio acqueo/stagnante
racchiuso dalla cinta del porto
si risvegliano all'improvviso
schiumeggiando al pensiero
dell'ultimo bastimento che
annegando è morto
Però ormai son nate
E le verdi vallate che la brina
mantello/bolloso ricopre
si ritemprano dal calor/laser
che ore prima le aveva assediate
Ed il sole le troverà assonnate
al nascer del giorno
Con ciò vi lascio...
Non farò più ritorno?

(1979)


NEBBIA

Le luci dei lampioni appaiono
ora intense ora smorte
in un vagante mare di cellophane
che tutto avvolge
rendendo spettrale ora sublime
ciò che si intravede a malapena
E te lo senti addosso
molle umidificante
quel manto grigio sporco
E quasi ne avverti il fascino ogniqualvolta i sensi
impazziti nella concentrazione
scorgono altre ombre aggirarsi cieche
nel paesaggio alterato
Null'altro odi che il cick/ciack assassino
che precipita il cuore in gola
E la mente pensa il peggio
per poi assaporare lo scampato pericolo.

(1980)


IL GANCIO

Ad una spietata analisi
le mie cellule
sostengonsi ad un gancio
spuntuto e rugginoso
Se la mia imbecillità
superasse i limiti
potrebbe rompersi
E mi ritroverei disgregato
materia flaccida sanguinolenta.

(1982)


I QUARTIERI DEGLI OPERAI

Ho visto un autobus
che saliva verso i quartieri
degli operai
Facce smunte appena scosse
dal traballare del mezzo
che procedeva a balzi
sulla biscia d'asfalto
Cicalare di massaie
in ritardo per il pranzo
E urla di bambini, odori
misti ad altri odori
E' dunque ormai per sempre
la vita?

(1982)


LAMPEGGIANDO VANNO

Autoambulanze in grave ritardo all'appuntamento
con la morte
Urlano la disperazione di un giorno che muore
Facendo imprecare i vivi
che risentiti se ne stanno.

(1982)


ESTASI D'OTTOBRE

Il mio occhio trapassa estatico
il pianto a dirotto di un cielo
arrivato al colmo dell'amarezza
E si fissa lontano
in un punto non ben definito
Individuabile forse nella macchia arancione
di un caseggiato in lontananza
Il ticchettio della pioggia
giunge in sottofondo
alterato dal picchiettare della musica disco
Altrove sono Io
Di me non rimane che l'immagine
di un uomo alla finestra.

(1982)


VICOLI

Vicoli che non conosci
Budello intorto nel ventre
di Genova l'Antica
Io vi percorro estatico
con l'occhio che rapisce
e il cuore che gioisce
a questa moltitudine
di suoni, di stili, di sapori
che attraggono i sensi
creando voluttà.

(1983)


JUST MARRIED

La morte sgretola lentamente
i tuoi contorni
Ti ruba gli anni
rosicchia i giorni
Sorniona si rimpiatta
dietro la tua vita piatta
In silenzio ti corteggia
la sua ombra ovunque aleggia
Finché stanco di lottare
un dì la porterai all'altare.

(1983)


PARCOSCENICO

Quanno ho essordito su sto parcoscenico
Intorno a'mme era tutta n'a finzione
Facevan a gara a dirme che bbenone
Io ero nato evviva zumpapà
Mò che su ste tavole consunte
ho già quarche par de carzature
ve ddevo dì che de stà
in scena me ssò rotto
E' morto meio vedella
dar de sotto sta vita
che core e se ne va.

(1983)


COMIGNOLI

Fumano vecchi comignoli
Sigari odorosi testimonianze di vita
Fumano e nell'aria si disperde
tenue e lieve come nuvola
il loro fumo tremulo
Lasciate dunque al fumo
ambasciatore del fuoco
Levarsi verso il cielo
sua regale dimora.

(1983)


WHATCHING ON

In ogni luogo noto Io
vado cercando
La tua presenza cara ed un poco altera
Nella città ove corrono i rumori
e tepide si sfiorano le case
E bianche son le navi sotto il sole
che là sull'acque cela i suoi diamanti
E intanto un carrozzone giallo mi trascina
lungo un percorso che io ben conosco.

(1983)


COEUR MALADE

Malgre moi je t'aime encore
Cette chanson triste
Ne regrette mon coeur malade
obligè a vivre de souvenir
Toi!! Oh douce Printemps
Has jonche de fleurs morts
ma vie aride.

(1983)



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Pagina pubblicata il 27 dicembre 2004, letta 4238 volte dal 23 gennaio 2006

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