Ligurian poetry

di Sandro Sbarbaro

EMIGRANTI

Genova! Genova!
Un moto della mente
Il resto, il passato
non è niente
Chiudendo gli occhi
rivedi passare immagini
di case odo-rose di sale
Che prendevano il sole
lassù in collina.

(1975)

 

LIGURIA

Pietre...
Disseminate ovunque
su questo lembo di terra
Levigate dal mare
Spaccate dalle intemperie
Tagliate con sapienza
Accatastate con saggezza
Scolpite con strani ghirigori
Addobbanti case patrizie
Marmoree grigie e stanche
A picco, nude e spoglie
Rotte sparpagliate nei campi
Fuoriuscenti serene
Immobili barriere
Sostegno, difesa, confine
Cippo immoto su tutto
Sagomanti villaggi,
paesi, rovine,
su detta terra
che voi impetrate.

(1982)

 

VICOLI

Vicoli che non conosci
Budello intorto nel ventre
di Genova l'Antica
Io vi percorro estatico
con l'occhio che rapisce
el cuore che gioisce
a questa moltitudine
di suoni, di stili, di sapori
ch'attraggono i sensi
creando voluttà.

(1983)

 

FANCIULLO AVETANO

Burrasce di settembre
Ch'avvolgevate la campagna languente
in uno strano biancore
Mentre procedevo controvento
e l'acqua traforava l'ombrello di tela,
pesante già da solo
Raffiche correvan incontro sul sentiero,
taglienti come lame
ghermendo gambe ignude
lasciandomi di fanghiglia sporco
Implorante, dacché il bagliore dei lampi
mi rendeva così fragile e cieco
Burrasche di settembre
sinonimo allor di fascino e avventura
mielate da un intruglio di paura
Io vi rimpiango.

(1983)

 

LIGURMAR

Quale baluginio di perle
scivolanmi fra le mani
sassolini umettati dal mare
La riva è sabbia caldo-ocra
modellata dal via-vai dell'onda
Guizzan pesci irridescenti
s'un fondale d'acqua chiara
Bianche case sfumano
sotto il sole
Macchie grigioverde, azzurro
e forse viole.

(1989)

 

MINIATURE

La mia disperazione
è poco più di un pallone
che rimbalza lontano
perdendosi nel nulla.
L'onda che culla placida
i gozzi là sul mare
Non fa che rammentare
che siam fatti di niente.

(1989)

 

MARCIEL

Col'ori e il verde in arabescati intrecci
quasi si stempera'n blu feel-cobalto
e li ritrovi mescolati in alto
laddove azzurro-spruzzo verdechiaro
rimembra il ciel-celeste trapunta-rosa.

(1990)

 

PIOGGE

Piogge di settembre
Ch'affogavate i giorni
in un umidore uggioso madreperlaceo
E la campagna gorgogliava viscida
Sotto le scarpe il fango e nelle brache
Quell'acre odor che fan i maglioni zuppi
ei suoi capelli, un viso da baciare.

(1990)

 

GENUA

Il sole miraggio viola
sospeso tra i vapori
le cupole e le croci
l'ardesie i tuoi tesori
Ti rende ancor Superba
(regina un dì del mare)
Ma è solo un'illusione
che spare al suo calare

(1990)

 

CIELI

Cieli tersi di giugno
ove s'aggomitolano le nuvole
sotto la mano nervosa del vento
Ed il mare è un ondeggiar
di riccioli biancocelesti
traversato da un surf.

(1990)

 

CONCHIGLIE

Conchiglie sulla spiaggia abbandonate
un po' supine, bell'addormentate
Mollemente adagiate
sulla rena rossiccia
Borbottan striati sassi
incontro all'alga riccia.

(1990)

 

IL LETTO

Ho dormito sul greto di un fiume
e non è stato facile
Quell'acqua scorreva e con lei i pensieri
Ogn'uno ama il suo letto
Il fiume aveva il suo
e ciò gli concigliava
il rantolare roco
Se si hanno nervi scossi
il pensiero sfugge viscid'anguilla.

(1990)

 

TO MAROK

Escono da antri obliqui
fruitori della notte
Timidamente espongono
le loro poche robe
Fra cassonetti immondi
e gatti innamorati
Lanciano sguardi supplici
a chi s'inoltra al vizio.

(1992)



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Pagina pubblicata il 17 gennaio 2005, letta 4533 volte dal 23 gennaio 2006

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