Il calzino sul lampadario

da un racconto di Paolo Biggio raccolto da Simona Ferretti

Un giorno Raffaele Biggio di Priosa, detto Raffelin, si recò a Favale di Malvaro per commerci insieme ad Antonio Perazzo, detto "Tuì", originario del paese delle Pianazze.
La giornata si trascinò stancamente.
Così, giunto l'imbrunire, i due compari decisero di fermarsi a dormire in paese. Sarebbero rientrati in Val d'Aveto, dalla Fontanabuona, l'indomani mattina.
Giunti all'osteria, con stanze adibite alla bisogna, si recarono a letto. Stesi sul letto si accorsero che avevano dimenticato la luce accesa.
Il Perazzo si lamentò verso il compagno che non era possibile dormire con la luce accesa. Al che il Raffelin rispose che c'era un sistema...
Occorreva mettere un calzino sulla lampadina per smorzarne la luce.
Il Perazzo si alzò ed eseguì l'operazione.
Passarono alcuni minuti e... BUUM!
La lampadina, resa incandescente dalla presenza del calzino, scoppiò in frantumi.
Il Perazzo saltò giù dal letto in preda allo spavento mentre il Raffelin sornione apostrofò l'amico: "Farai meglio a dire ai padroni che hai fatto scoppiare la lampadina".
Al che il Perazzo rispose: "E scì e ora vanneghe tì a dighelu!"
Come a dire, sei tu che mi hai indicato il rimedio sballato.

 


 

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Pagina pubblicata il 6 gennaio 2009, letta 3037 volte
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