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Un incontro sul ponte

Racconto tratto da 'Ma Mouche et moi... et les poissons', Docteur P. Barbeillon, Maloine S. A. Editeur, Paris, 1971

libera traduzione a cura di Ephemerella Ignita

In fine una bollata...... una bollata a portata di lancio........, a condizione di poter scendere da una riva rialzata, dove avrei fortemente rischiato di spaventare il pesce.
Cerco il modo di togliermi da quel piedistallo sporgente verso il fiume............ la bollata si ripete, molto discreta, sembrerebbe quasi quella di un Temolo.
Ecco, finalmente un passaggio mi permette di raggiungere la base di questa piccola falesia di due metri circa, e stando su una stretta bordura, gli stivali a pelo dell'acqua, addossato alla sponda, mi porto in posizione per tentare la sorte.


Passa qualche minuto e la bollata si manifesta nuovamente, le condizioni sono ideali, con questa tranquillità, questo isolamento, con avanti a me il lungo fiume limpido e luminoso, la mia "silhuette" che si dissimula dietro di me e si fonde con il muro di terra, i cui ciuffi di erba mi solleticano la testa.
Il silenzio è totale, non sono disturbato da nessuno e mi appresto, in tutta tranquillità a questo "colloquio singolare", come sogliono dire i medici, un "tete a tete" con il paziente che li viene a consultare.
Osservo attentamente però non ottengo grandi chiarimenti dal mio silenzioso paziente, posso solo constatare che ha fame, e tentare di osservare le scelte che fa tra i moscerini trascinati dalla corrente.
Il riflesso mi impedisce di distinguerli chiaramente e la piccolissima taglia delle mosche che prende, di volta in volta, molto delicatamente e senza rumore mi fanno sempre più pensare che si tratti di un Temolo.
Senza dubbio, con altre condizioni di luce, avrei provato invidia per quei rarissimi pesctori dotati di una acutezza di vista eccezionale che permette loro di scoprire dei pesci invisibili, di localizzarli con esattezza e attaccarli con precisione.
In queste condizioni di controluce anche loro non avrebbero avuto alcun vantaggio apprezzabile.
Ad ogni modo non stiamo a lamentarci! Ho, tutta per me, questa preziosa bollata segno indiscutibile che un pesce notevole è là, e si nutre.
La vita è bella!

Il problema classico è perfettamente delineato, in tutta la sua purezza: quello di offrire una mosca appetitosa al mio "commensale" senza spaventarlo.
È proprio a questo punto che la nostra arte trova la sua misura, raccoglie la sua ricompensa o...... il suo fiasco.
Sul mio finale del 14 fisso una minuscola mosca grigia, quanto più somigliante a quelle che vedo sull'acqua.
............ Molti passaggi senza che accada nulla...............................................
Cambio la mosca..... leggera e calma la bollata riprende, finalmente il mio artificiale suscita una modesta reazione.......... il pesce la viene a vedere però...... la rifiuta......
Il tempo passa! Sull'acqua qualche mosca più chiara si succede alle precedenti, a volte qualcuna di esse viene "bollata".
Nuovo cambio di mosche! Nessun successo! Mi accovaccio allora fra le erbe alla mia destra, e dopo molti sforzi, riprende a emergere, Grazie a Dio! il pesce riprende a bollare. Monto una piccolissima Tup's, al secondo passaggio la mosca è presa ed io ferro un pesce vigoroso che rapidamente si pone a scendere la corrente a valle, risale rasentando i salici, picchia verso il fondo, riparte verso il largo...... e poco a poco si spossa.
Il guadino è già pronto e alla fine l'accoglie al fondo della sua rete........... una trota inattesa, dotata di una splendida livrea; mi volto per deporre il guadino con il suo contenuto sul prato, all'altezza della mia testa,.......... un uomo è là........., i suoi piedi quasi sfiorano il guadino........ il mio colloquio singolare ha avuto un testimone!

Un uomo in tenuta di campagna portante in un astuccio una corta canna da lancio leggero. Il suo viso pallido tradisce l'emozione. "Da mezz'ora - dice - sto guardando, mai ha visto una cosa simile. È appassionante!"
Apprendo così che, di passaggio da quelle parti, un amico gli ha consigliato di comprare un equipaggiamanto da lancio leggero.
"Ho passeggiato lungo la sponda - prosegue - e non avevo nessuna voglia di montare la mia canna, però ciò che ho appena visto, per la prima volta, quel tipo di pesca là, 'la mosca' è esaltante! Come poterla apprendere però con tali difficoltà!"
Mentre facciamo cammino assieme gli esprimo il mio modo di vedere.
"Non ci sono - dico - difficoltà, dotatevi di materiale conveniente di una marca seria e prendete qualche lezione da un esperto, così non perderete tempo, potrete continuare a allenarvi e vi assicuro che la prossima primavera anche Voi pescherete a mosca".
Arrivammo al ponte e mi separai dal mio simpatico compagno.

L'estate successiva, attraversando quello stesso ponte vedo venire verso di me un pescatore ben equipaggiato, dotato di una canna da mosca, l'andatura decisa, e l'aspetto gioioso........ era il nostro amico!
"Vi ricordate?". Ci stringiamo la mano. "Ho seguito i vostri consigli, mi dice, ho già preso qualche pesce. Sono il più felice degli uomini!".

 


 

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Pagina pubblicata il 4 aprile 2008 (ultima modifica: 05.07.2014), letta 4081 volte
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